chiasso K2
immagine da Pixabay

Un islandese, un cileno e un pakistano sono risultati dispersi dopo un’escursione sul K2. Ieri è morto un bulgaro durante la discesa

Una tragedia angosciante. Sono ore critiche sul K2. Neppure 20 giorni fa 10 nepalesi salivano, cantando l’inno Nazionale, per la prima volta in inverno, sulla seconda montagna più alta della Terra. Oggi, invece, si attendono notizie di tre alpinisti, i quali da troppe ore non stanno facendo più sapere nulla di loro. Ore angoscianti, dunque. Negli ultimi giorni molti hanno provato a dare l’attacco alla vetta. Proprio ieri, durante un’operazione di discesa, è deceduto un alpinista bulgaro, Atanas Skatov, dopo una tragica caduta.

Potrebbe interessarti:

In molti, però, erano ancora sulla montagna. L’islandese John Snorri (al K2 da dicembre), il pakistano Muhammad Ali Sadpara (assieme a Moro e Txikon sul Nanga Parbat nella prima invernale 5 anni fa), erano partiti intorno all’1 della notte e con loro inizialmente c’era anche Sajid Ali. Il ventenne figlio di Muhammad Ali è poi tornato indietro da sotto il Collo di Bottiglia perché la sua apparecchiatura per l’ossigeno supplementare non funzionava più. Quest’ultimo ha passato la notte a C3, attendendo il ritorno dei compagni. Compagni che, però, non sono mai tornati, e che ora risultano dispersi.

Il loro ultimo avvistamento risale al Collo di Bottiglia, a circa 7900 metri del K2. Erano le 10 del mattino, ora locale, del 5 Febbraio. Dopo di allora, non c’è stato nessun aggiornamento sulle loro condizioni.
Sul profilo ufficiale di Ali sono state scritte queste parole: “Continuiamo ad aspettare che Ali, John Snorri e JP Mohr si mettano in contatto. Mentre misure precauzionali vengono attivate in caso sia necessaria un’operazione di recupero. Le ultime comunicazioni con loro attraverso Sajid e il campo base sono state alle ore 1 e 4. Preghiere.

La speranza è ancora viva.

Letture Consigliate