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La doppia morale. Il M5S casca nella trappola e si trasforma in quello che, fin dalla sua fondazione, ha sempre dichiarato di non voler diventare: un partito del malaffare

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La doppia morale, il metro di giudizio che vale solo per gli altri e non per sé, il giudizio insindacabile emesso anche in presenza di una scomoda, ma opportunamente taciuta, verità. Sono questi gli ingredienti che contraddistinguono il caso Roma, che nel M5S ha aperto una vera e propria voragine, portando caos e confusione non solo nel direttorio ma negli stessi sostenitori, che ora vedono crollare tutta la fiducia che all’inizio avevano riposto in quello che doveva essere un partito diverso, lontano dai giochi di potere e dal malaffare. E invece ieri il vaso di Pandora è stato definitivamente scoperchiato, e la doppia morale che i rappresentanti del movimento hanno sempre condannato, è venuta fuori prepotentemente.

Durante l’audizione in commissione Ecomafie il presidente Alessandro Bratti ha finalmente ufficializzato quello che era solo un sospetto, anche se ben fondato: Paola Muraro è indagata. E non da ieri, bensì dal 21 aprile di quest’anno, ed è venuta a conoscenza di questo provvedimento sin dal 18 luglio. Ma la notizia clamorosa non è questa. La neo eletta al Campidoglio, Virginia Raggi, era a conoscenza dell’indagine a carico della sua assessora, e ha taciuto. La sua ammissione è arrivata durante l’audizione in commissione, ed è stato li che la Raggi non ha potuto più negare.

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