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Pisacane, dopo una paralisi e tanta gavetta ha fatto finalmente il suo esordio, meritato, in Serie A con la maglia del Cagliari

Dopo il match contro l’Atalanta, Pisacane non ce l’ha fatta a trattenere le lacrime per l’emozione ed è scoppiato in un pianto liberatorio: “Sono quattro mesi che pensavo notte e giorno a questo momento e ai problemi che ho passato per arrivarci. Non ho mai mollato un secondo. Scusate, non ce la faccio. Nell’ultima settimana cercavo di non pensare, ma durante la notte la testa mi portava indietro nel tempo di 10-11 anni. Scene un po’ particolari. Un carico di emozioni che per fortuna sono riuscito a gestire. Era una partita che sognavo da tempo, ho mangiato tanta polvere, ma ce l’ho fatta. Adesso l’importante è mantenere i piedi per terra anche a trent’anni e continuare a lavorare come ho fatto fino ad oggi. Se poi aggiungiamo che abbiamo vinto, non potevo chiedere veramente di più. Ringrazio tutti, a partire dai miei genitori, fino a mia moglie che mi sopporta tutti i giorni e mio figlio che mi dà una grandissima forza. E non mi scordo di Massimo Rastelli, un grande uomo, uno di quelli che mantengono le promesse”.

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