La primavera di Bruxelles



Bruxelles

Oggi voliamo nella capitale belga, nella blindata Bruxelles, per riscoprire questa meraviglia europea, lontano dal rumore delle bombe e dalla paura. Seguitemi!

Bruxelles è una di quelle città che si visitano per esaurimento, cioè quando finito il classico giro delle capitali europee, si cerca un viaggio nuovo, “accontentandosi” di visitare anche luoghi meno noti e interessanti.

Bruxelles condivide questo destino con molte altre città europee, ma sa prendersi una rivincita nei confronti di questo viaggiatore sfiduciato: lo accoglie con la maestosità della Grand Place, che per bellezza non fa rimpiangere le grandi piazze delle capitali; gli sussurra all’orecchio storie di fantasia, con i fumetti che fanno bella mostra non solo nel Museo del Fumetto ma in tutta la città; rivaleggia con Parigi, Madrid e Firenze con il suo Museo di Belle Arti, mostrandoci tutta la bravura degli artisti fiamminghi; stupisce per i suoi itinerari Art Nouveau, segnati dal nome di Victor Horta come Barcellona è segnata da Gaudì; infine delizia i palati con i “cavoletti di Bruxelles” e con la birra, una delle migliori del mondo, ingiustamente oscurata da altre tradizioni che ci sanno fare di più col marketing alimentare.

Atomium a Bruxelles
Atomium a Bruxelles

Per gli amanti del souvenir antico è d’obbligo una visita al Mercato delle Pulci di Sablon e al Quartiere degli antiquari. Impossibile non incantarsi poi di fronte al celebre Atomium: l’Atomium è una singolare struttura che si trova nel Parco Heysel, nella periferia nord di Bruxelles. Alta circa 102 metri, rappresenta un cristallo di ferro ingrandito 165 miliardi di volte. Ognuna delle 9 sfere che formano l’Atomium ha un diametro di 18 metri, che le rende adatte ad ospitare mostre, convegni, concerti, conferenze (se ne avete la possibilità anche feste private) oltre alle normali esposizioni sempre presenti. Doveva avere vita breve per poi essere smantellato: invece è ancora lì, anzi è rientrato a pieno titolo nel giro dei monumenti di Bruxelles da non perdere. Nelle giornate limpide dalle sfere si gode una bellissima vista su tutta la città, gustando le specialità belghe al ristorante panoramico nella sfera più alta. Tasca permettendo.

Uno dei simboli della città di Bruxelles è il soggetto in bronzo di una fontana raffigurante un bambino che fa pipì, chiamato in fiammingo “Mannequin pis” o in francese “l’enfant qui pisse”. Una delle leggende più conosciute sul piccolo Julien, quella che lo vuole come salvatore della città. La storia racconta che fece la pipì sulla miccia di una bomba, salvando così Bruxelles. Il “Mannequin pis” si trova all’incrocio tra Rue de l’Étuve/Stoofstraat e Rue du Chêne/Eikstraat ed è uno dei monumenti più fotografati di Bruxelles.

Enfant qui pisse Bruxelles
Enfant qui pisse Bruxelles

Questo fino a primavera. Il 21 marzo, giorno dell’equinozio di primavera, è stato l’ultimo giorno di vita tranquilla per questa città. Il 22 alle ore 8 è calato il gelo: l’Isis ha colpito questa città, l’Isis ha colpito il cuore dell’Europa. Da tre giorni Bruxelles è blindata, per ore resta irraggiungibile, palcoscenico di un nuovo assalto all’Europa che segue di tre giorni l’arresto di Salah Abdeslam, il principale ricercato per gli attentati di Parigi del 13 novembre…

Aspatteta, non vi ho ancora parlato dei fiori di Bruxelles! La Grand Place si può considerare il cuore fiorito della città. Perché? Nel mondo è famosa la passione belga per i fiori, che si ritrovano tutte le mattine, freschi e vari, venduti sulla piazza al Marché des Fleurs (dalle 8 alle 18, esclusi i lunedì e giovedì). Ma soprattutto è celebre il suo immenso Tapis de Fleurs , il tappeto di fiori che ricopre 1800 metri quadrati della piazza. Giardinieri, fiorai e volontari provetti assemblano direttamente sui ciottoli della piazza erba, petali di begonie e piantine colorate (ma senza ricoprire la piazza di terra). Una volta pronto l’arazzo vegetale può essere ammirato dai balconi del municipio, aperti eccezionalmente per il pubblico per l’occasione. L’evento però è biennale, e quest’anno dal 12 al 16 agosto si potrà ammirare….forse!

Non fatevi prendere dalla paura, non fate vincere questo popolo fondato sul nulla, non fatevi tappare le ali: volate, viaggiate, andate ovunque! Non rintanatevi a casa…a casa non sentirete mai il profumo dei fiori di Bruxelles, non vedrete mai “l’enfant qui pisse” e non assaggerete mai una birra belga artigianale. Il terrorismo lo possiamo vincere solo così!

Sperando di non dover più menzionare questa parola per nessun altra città del mondo, vi do’ appuntamento al prossimo viaggio: altro giro, altra corsa!

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