Lega-M5S, senza intesa sul premier si torna al voto



Matteo Salvini Processo

Si complicano le trattative per un governo Lega-M5S. Manca infatti l’intesa sul premier, con il rischio di tornare al voto

Il governo Lega-M5S, che sembrava così naturale visti i numeri in Parlamento e per le cui trattative tuttavia si è dovuto aspettare due mesi, potrebbe trovare un ulteriore scoglio di fronte a sé.

Come noto nessuna delle due forze è disponibile a votare come primo ministro un esponente della controparte, per non dare a questa troppo potere all’interna dell’esecutivo. Proprio a causa di ciò, già da diversi giorni era emersa la possibilità che il premier fosse un nome terzo estraneo a entrambe le forze politiche ma in buoni rapporti con esse.

Le 48 ore chieste a Sergio Mattarella sono ormai scadute, ma Salvini e Di Maio faticano ancora a trovare la quadra. Il nodo principale sembra essere proprio il nome del primo ministro.Dobbiamo chiudere il prima possibile, ma se serve un giorno in più credo che non cambi molto” ha dichiarato Luigi Di Maio, che ha poi affermato, come ha già fatto Salvini, che in caso di mancato accordo si dovrà tornare al voto. Per il momento, sembra che Di Maio continui a proporre se stesso (specialmente in caso di ingresso nel governo di FdI di Giorgia Meloni, per controbilanciare la forte presenza del centrodestra) mentre Salvini spinga per Giorgetti.

A far indispettire Salvini anche l’ingresso a gamba tesa di Casaleggio, che ha annunciato che un eventuale contratto di governo dovrà essere sottoposto a un sondaggio in rete tra gli attivisti del Movimento. Il fatto che Di Maio sia stato esautorato in questo modo ha alimentato timori sul fronte leghisti, acendo sembrare le trattative una perdita di tempo, dato l’accordo ragiunto potrebbe in qualunque momento essere vanificato da Casaleggio o dalla piattaforma Rousseau. I leghisti temono chiaramente che Di Maio possa subire diktat esterni al punto che Salvini sarebbe sbottato in “chi comanda nel Movimento, Di Maio o Casaleggio?“.

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