Lettera di presentazione, “confessione di un italiano” – Riveduta e corretta

Prima Pagina Lettera di presentazione, "confessione di un italiano" - Riveduta e corretta

La mia storia è molto semplice: un giovane disoccupato che ad un certo punto ha semplicemente “sbottato” nella sua ultima lettera di presentazione

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La mia ricerca di lavoro, cioè di un lavoretto che possa quantomeno darmi uno stipendio che mi permetta di pagare affitto e generi alimentari, ha inizio quasi un anno fa.
Sono un laureato in DAMS, musicologia ad Udine: la mia passione. Ovviamente gli studi non sono finiti, vorrei fare una specialistica per completare il percorso, ma il mantenersi è diventato un problema. Così ho deciso all’inizio non molto seriamente, di cercarmi un lavoro e ho avuto i primi problemi.

Cercare un lavoro è un lavoro.

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lettera di presentazione
Lettera di presentazione di A. B.

Ho sempre un po’ avuto paura di questo mondo, perché è un mondo che non ammette tentennamenti. Tu devi essere forte, punto. Devi far credere all’altro che tu sei forte, bravo, preparato anche se sei timido e non sai fare niente.

Ora io ho 22 anni, forte in situazioni nuove che non conosco non lo sono affatto, ma almeno ho iniziato a provarci.

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Sapevo non fosse facile, ma ho iniziato a mandare via internet e nei pochi bar/negozi della città, il mio CV a quelle poche offerte che trovavo, anche senza troppo convincimento. Mi sono pure iscritto a Garanzia Giovani, nulla.

La cosa l’ho iniziata a prendere più seriamente in estate, dopo che sono stato “costretto” a tornare dai miei, per me una batosta colossale. Ho inviato CV a chiunque, qualunque annuncio che promettesse un fisso e fosse alla prima esperienza.

Ora ripeto, io mi prendo le mie colpe nel non sapere trovare un lavoro, nel non capire, magari nell’abbattermi un po’ quando non vedi risultati, ma cosa dovrei fare?
Quando ho iniziato a inviare a qualsiasi annuncio di lavoro che potessi fare, qualcosa si è intravisto, ma mi sono scontrato con la scarsa propensione alla tecnologia. Alla mia richiesta di fare un colloquio conoscitivo via Skype, niente. Nessuno usa skype. Capisco che il lavoro è umile, ma hai usato internet per ampliare il tuo annuncio e non vuoi usarlo per questo? Usiamo la tecnologia per la qualunque cosa, per cretinate, ma le cose serie, niente!

Anche quando gli ho fatto presente che abito in un’altra regione, che dovevo spendere troppi soldi, 100/200 euro a viaggio a seconda di dove dovevo andare, nulla. Allora li ho chiesto: lei lo farebbe? Mi rispose con un secco no.
Addirittura qualcuno mi rispose: ma perché cerca lavoro in un’altra regione? No comment.
Sapevo che in Italia probabilmente non avrei trovato molto anche se continuo a controllare, perché non si perde la speranza, ma allo stesso tempo sto cercando una maniera low cost per andare via, anche se la mia conoscenza dell’inglese non è così ‘fluent‘.
A un certo punto qualche giorno fa, dopo aver mandato il CV all’ennesimo annuncio, mi è arrivata una risposta di un signore dicendo: “Non prendo in considerazione CV senza presentazione e motivazione“.
È un progetto PIPOL come segretario (anche se nell’annuncio non si capiva bene che tipo di segretario né se ci fosse bisogno di competenze ecc…).

Mi sono alterato e ho mandato la mia lettera di presentazione:

Buongiorno, mi scuso se magari non ho ben capito che bisognava allegare anche una lettera di presentazione ecc…
Mi scuso pure, se magari, il mio curriculum non sia neanche il massimo, ma nel curriculum si evince quello che ho fatto professionalmente (nulla) e la mia formazione.
Sono un ragazzo come tanti, cresciuto in Calabria, terzo di tre fratelli di una famiglia che come tante in questo periodo, hanno difficoltà ad arrivare a fine mese, e che all’età di 18 anni è andato fuori casa per studiare, in FVG. Il mio percorso di studio è stato diverso: a scuola scientifico, all’università umanistico.
Mi piace la musica e mi piacerebbe un giorno farne la mia professione, ma è una cosa che dubito per tutti i problemi del mestiere, e perché non ci sono così tanti soldi per studiare musica, e quindi, sono stato “costretto” dopo la triennale ad Udine, a fermarmi e cercare un impiego. Ora ho 22 anni, sono magro e bassino, e non ho le idee chiare adesso, ma una cosa la so: voglio andarmene via di casa per vivere da solo, come ho fatto negli ultimi 3 anni. Sono una persona aperta, simpatica, auto ironica forse un po’ lunatica, con la parlata pronta, una persona che se una cosa gli piace dà tutto se stesso e soprattutto, che punta in alto; di contro forse sono un po’ pessimista e inizialmente un po’ insicuro.
Ora, perché mai un ragazzo così vuole intraprendere un’esperienza che non sa dove lo porterà e che non sa neanche se possa piacergli? È una domanda alla quale non so rispondere e sinceramente non so neanche se possa esserci. Non so cosa fare nella vita, non so in cosa possa essere adatto professionalmente parlando (togliendo la musica). Non ho mai preso uno stipendio, non ho skill in senso stretto in questo, come in altri ambiti professionali. Ma allo stesso tempo nessuno mi ha dato l’opportunità di dire: “bene, scommettiamo su di te e vediamo come va” (ma in questo momento nessuno scommette su nessuno in Italia.) Nessuno, in nessun ambito. Tutti si sono fermati al curriculum, cioè pochissimo. Come me ci sono tanti altri ragazzi e ragazze che sono nella mia stessa situazione, tanti che non hanno mai lavorato (e immagino quanti CV gli siano arrivati a lei, come a tutti altri responsabili e datori di lavoro di persone con CV così). Cosa ho io in più di loro? Solo me stesso, la mia personalità, la serietà di un ragazzo che ha la voglia di mettersi in gioco, in poche parole, me stesso. Magari poi scoprirò che non è il mio mondo o magari che era proprio che cercavo, ma almeno ci ho provato. Ho mandato CV per la qualunque cosa mi creda, qualsiasi cosa alla prima esperienza: banconiere, lavapiatti, cameriere, segretario, pulizie, animatore.

È bastato? Per ora no e forse non basterà.
Bene, adesso può prendere il mio CV con la mia lettera di presentazione e scartarli.

Distinti Saluti

A. B. 

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Lettera di presentazione di A.B.

Non voglio elogi, non voglio plausi, voglio solo il giusto dal mio paese (e dall’Europa). La libertà di poter fare. So che magari il mio ambito è molto difficile, soprattutto al mio livello ma il mio stato, l’Italia, deve quantomeno darmi il diritto di crederci. E non lo fa, né con me né con altri.

Ripeto, forse sono io che sbaglio nel mio approccio, ma credo che se fossi stato negli USA a quest’ora sarei da qualche parte con il mio lavoretto. In Italia per lavorare devi avere qualcosa, anche per il lavoro che tutti sanno/potrebbero fare e forse questo qualcosa io non ce l’ho.

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Updated on 1 October 2020 - 00:33 00:33