29 Aprile 2018 - 10:00

Loro 1, l’ennesima (inestimabile) perla di Paolo Sorrentino

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Sorrentino li mostra nella loro stravaganza, nella più spudorata e cruda lascivia. Una lente di ingrandimento tra lustrini e coca, tra appalti truccati e conoscenze poco raccomandabili. Tra Lui e Dio, Sorrentino ci mostra Loro, “quelli che contano”

Roma, Taranto, Sardegna. Un triangolo dove “Loro” (abituatevi a questo termine, verrà usato – ed abusato – a sufficienza) svolgono le più disparate attività, lecite o meno.

Paolo Sorrentino costruisce una pellicola in maniera fluida, come mai prima d’ora. Se così non fosse stato, sicuramente Silvio Berlusconi non sarebbe stato il main character del film (attenzione, lungi dall’utilizzare il vocabolo “biopic”).

Loro, ma chi?

Se si considera un incipit sorrentiniano, che spazia dall’inverosimile all’inspiegabile (una capra che spira in una villa sarda, durante la messa in onda di una trasmissione in pieno stile Mike Buongiorno), il procedere della narrazione è un continuo flash di immagini straordinariamente vivide.

A far da padrone per più della metà del film è Sergio Morra (interpretato da un convincente Scamarcio – che dissipa ogni dubbio sulle sue capacità attoriali) – o meglio conosciuto sui giornali nostrani, per dovere di cronaca, con il nome di Gianpaolo Tarantini, l’imprenditore pugliese che  nell’estate del 2008 iniziò a frequentare la villa di Berlusconi in Sardegna. Fu condannato nel 2011 per spaccio di droga.

È Morra il primo anti-eroe (se è lecito definirlo in questi termini) che muove – e smuove – i fili della trama. Un ambizioso, un arrivista, uno di “Loro”, si potrebbe dire. Ma non fa ancora parte di quella cerchia; il suo obiettivo è riuscirci, arrivare a Lui. Per farlo si serve delle sue ragazze e, soprattutto, di Kira. Forse la si potrebbe ricollegare a Sabina Began, una delle poche “elette” a poter aver rapporti con Lui. La donna, interpretata da una meravigliosa Kasia Smutniak, è l’ape regina, l’anello che Morra desidera ardentemente.

Ma, forse, prima di Lui, il personaggio che lascia il segno e che Sorrentino caratterizza con acume ed ironia (e ce n’è davvero tanta) è Santino Recchia (interpretato magistralmente da Fabrizio Bentivoglio). Ex ministro, delfino fidato del Cavaliere. Insomma, il ritratto potrebbe essere quello di Sandro Bondi. Recchia recita poesia (una realmente scritta da Bondi) mentre intrattiene una relazione con la compagna di Morra che lo sfrutta per i propri scopi. Sesso, soldi, potere, occasioni. Il mix è quello di sempre.

Un solo particolare: le camicie di dubbio gusto. E se fosse Roberto Formigoni?

Tra giri di escort da presentare alla (Sua) corte, lui deve metterci mano ed occhio. È un altro tramite, uno di Loro, l’ennesimo. Fabrizio Sala non è che l’alter ego di Lele Mora, manager e talent scout – di cosa ve lo lasciamo solo immaginare. Ma i rimandi non finiscono qui, perché sbuca Walter Lavitola interpretato da Ricky Memphis sotto lo pseudonimo di Riccardo Pasta. Ma ancora Cupa Caifa che con le sue movenze ed eleganti accenti ci ricorda – e piuttosto bene – l‘onorevole Daniela Santanché, braccio fidato di Lui.

Se c’è qualcuno che ha destabilizzato i nostri pensieri ed alimentato la nostra curiosità è un altro personaggio.

“Più importante di Lui? Ma chi è, Dio?” – Si, lo chiamano proprio Dio” 

Il misterioso uomo dal volto coperto e con la voce camuffata viene descritto come più potente di Berlusconi. Si ipotizza che possa trattarsi del capo della Protezione Civile, per via del suo controllo su tantissimi appalti. Viene quindi da pensare che il personaggio possa ispirarsi a Guido Bertolaso, capo della Protezione civile sotto diversi governi Berlusconi e coinvolto in un supposto caso di massaggi erotici all’interno di un centro benessere (da lui sempre negato).

“Loro” è molto di più. È un concetto che può essere così astratto, sino a diventare invece, una concreta mole di uomini e donne pronti a fare la fila (ed oltre) per diventare qualcuno, per un attimo di gloria, per conoscere Lui, per vivere con Lui, per Lui.

Loro sono il denaro, sporco di sangue e di sperma. Loro, le escort che vivono di lussuria, dimenticando di essere teste pensanti e trasformandosi, irrimediabilmente, in contenitori di carne ed eccitazione. Loro, i politici corrotti. Loro, il vuoto. La totale assenza di filtri e di temperanza. L’inizio della fine disdicevole, malinconica e grottesca, di una generazione priva di talento e potenzialità che preferisce vivere l’attimo, il momento inutile di celebrità. Loro, pronti a finire presto nel dimenticatoio. Loro, così vicini ad essere reietti, ma in ville lussuose, in abiti sgargianti, con incarichi istituzionali.

Sorrentino disegna con cura maniacale tutto ciò che gira nei bordelli a cinque stelle tra Roma e Taranto. Una “Grande Bellezza” grottesca e distorta. Ed è proprio qui che risiede il grande merito del regista: rendere ciò che è kitsch in poesia. C’è aulicità nelle riprese, eleganza, nonostante tutto. Sorrentino non perde il suo stile, anzi ci gioca, simulando e dissimulando, prendendosi gioco dei personaggi e del pubblico.

Loro, Loro due

“Sei un meraviglioso garantista. Il mondo che sogno è un mondo senza carceri”.

Toni Servillo è Lui, Silvio Berlusconi. Lo è immensamente. Nelle movenze, nella cadenza, nel suo sorriso – a volta ebete – nelle sue battute. Lo è nella sua stravaganza, nel suo deliberato modo di essere, nel suo agire senza freni. L’ultima parte del film è tutta sua. Un filone apparentemente distaccato, come un film nel film, o meglio una commedia (quella del Cav.) che si inserisce in un contesto decisamente diverso. Servillo prende tutta la scena, lascia agli altri gli inutili bordi di una narrazione a tratti ambigua – a tratti frivola.

Sai cosa diceva il grande scienziato inglese Isacco Newton? Le apparenze ingannano solo i mediocri. Tu non sei un mediocre e quindi devi capire che non è così. Il nonno non ha pestato una cacca. Non gli è mai successo in tutta la vita e mai succederà. […] Cos’hai imparato oggi? – Hai imparato che una verità è il frutto del tono e della convinzione con la quale l’affermiamo.”

In questa massima c’è tutto il berlusconianismo. C’è l’essenza dell’intera pellicola. Non è un caso che nel primo trailer è apparsa la frase “Tutto vero. Tutto falso.” Insomma le contraddizioni hanno sempre fatto parte della storia politica e personale di Berlusconi e, nelle contraddizioni, Sorrentino ci sguazza.

Non è dato sapersi (ed è questo ciò che stupisce) come ne esce la figura del leader di Forza Italia da questa pellicola. Se ridimensionato, alla luce della grande carica parodistica ed ironica affibbiatagli o, chissà, forse rafforzata secondo l’idea di chi lo considera sempre “come uno che si è fatto da solo, uno che fa ciò che vuole della sua vita“.

L’ultimo personaggio che merita di essere analizzato è Veronica Lario, interpretata da Elena Sofia Ricci che, a nostro avviso, si supera con questo suo immedesimarsi nel (difficile) ruolo dell’ormai ex moglie di Berlusconi.

L’ho uccisa anni fa la gelosia. Non avrei potuto permettermi di essere gelosa stando con te. La mia dignità non devi toccarla. Non inventarti fantasiose bugie da far passare per verità, puoi incantare gli italiani ma non me che ti conosco da ventisei anni.”

Triste, mortificata – quasi richiusa in una prigione d’oro. Veronica Lario è un’altra piacevole sorpresa del film di Sorrentino. Pare essere l’unica a tener testa a B., l’unica che sembra conoscerlo davvero. L’unica che non sia lì per essere ammaliata anzi, pare voglia tenerlo solo lontano. Tenere distante il suo ego, la sua indomabile voluttà. Veronica pone fra sé e il marito un muro invisibile, fatto di silenzi, di frasi bruscamente interrotte, di sguardi vuoti e privi di affetto. Eppure, Berlusconi riesce a scalfire e buttare giù anche questo muro.

La Lario si lascia lentamente trasportare, farsi prendere per mano – sulle note di Domenica Bestiale di Concato (che ci sorprende con un’esibizione da guest star) – e ritornare al suo fianco.

Debole? Forse. Inconsapevole? Probabile.

Loro 2, semplicemente loro due

L’appuntamento per il secondo episodio è a maggio, con Loro 2. C’è ambiguità nel titolo, forse ancora nel solco del genio di Sorrentino. Con il sequel si dovrebbe approfondire ancora di più il rapporto tra Silvio Berlusconi e Veronica Lario così che Loro 2 diventi, semplicemente, loro due. E, tra loro, Ruby, gli scandali, il Bunga Bunga, i processi, tutto ciò che da lì a breve sarebbe piombato su Silvio Berlusconi.

“Silvio, ma non hai capito perché sono tornata? Sono tornata solo per dirti che chiudo il sipario della mia vita coniugale con te.”

https://www.youtube.com/watch?v=vzs5-MDjG_k