Il grande Luca De Filippo non ha evitato parole forti sulla politica durante la lezione sul teatro nell’ambito del quarto appuntamento della Masterclass 

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Luca De Filippo come docente della Masterclass del Giffoni Experience 2015: un’occasione da non perdere. Noi di ZON non potevamo non essere alle 15 di ieri pomeriggio, 21 luglio, presso le Antiche Ramiere a Giffoni Valle Piana. Insieme a noi, ad attendere il grande attore, i ragazzi della giuria +18 che stanno partecipando al corso formativo organizzato da Giffoni Experience.

Luca-De-Filippo-4Il silenzio con cui una centinaia di ragazzi attende il grande attore napoletano, figlio di Eduardo De Filippo e nipote di Eduardo Scarpetta, ci fa capire che quello del Giffoni è un mondo a parte. I ragazzi della Masterclass sono davvero interessati agli incontri che quotidianamente seguono; lo capiamo dagli sguardi attenti e dalle domande mai banali che rivolgono, giorno dopo giorno, agli ospiti-docenti.

Ritorniamo all’appuntamento con Luca De Filippo. Non capita tutti i giorni di poter ascoltare una lezione sul teatro da uno dei grandi nomi dell’antica arte italiana. Questa è un’opportunità che il Giffoni Experience dà a tutti i ragazzi interessati a saperne qualcosa in più sul mondo dell’arte. Nonostante l’ospite più desiderato della quarta giornata sia stato Tom Felton, Luca De Filippo ha acceso i cuori degli amanti del teatro, compreso il nostro.

Luca-De-Filippo-2Non ne ho idea, non me lo sono mai domandato!” Questa è la prima risposta del grande artista alla domanda su chi sia veramente Luca De Filippo. Ha continuato dicendo: “Voi mi vedete in un modo, io in un altro”. Luca De Filippo, come Luigi Pirandello, non può rispondere alla domanda perché l’apparire determina in un certo qual modo anche l’essere. Ciò avvalora ancor più la sua affermazione “Io sono quel che appaio, non quel che sono”, a cui segue l’esclamazione “Evviva Pirandello”.

Prendendo spunto da una domanda di una ragazza della giuria +18, Luca De Filippo si è soffermato nel parlare dell’origine del teatro, evidenziandone successivamente le differenze con il cinema.

Con un linguaggio preso in prestito dalla politica Luca De Filippo ha poi definito il teatro “un mezzo democratico”, che offre la possibilità agli attori di interloquire molto più del cinema e della televisione.

Gli attori, a teatro, hanno la possibilità di rapportarsi parlando a seconda del pubblico. Come ha fatto lui durante il suo intervento, adeguando il suo discorso ai ragazzi.

Luca-De-Filippo-Poi, analizzando sempre più in profondità gli aspetti complessi del teatro, emette il suo giudizio forte: “Oggi, il teatro non è rispettato perché la politica ha preferito la televisione al cinema e al teatro”. Tira un sospiro e completa la frase così: “Perché è più controllabile”.

Ebbene, per Luca De Filippo, la politica ha ostacolato lo sviluppo del teatro, evitando di renderlo più a basso costo, perché è uno strumento non controllabile quanto la televisione, in cui tutto è preconfezionato e prestabilito. Prima di passare alla domanda successiva, Luca De Filippo ha concluso con amarezza dicendo: “La politica cerca di eliminarlo”. Il teatro per colpa della politica non viene valorizzato come dovrebbe, anzi rischia di essere schiacciato dal peso sempre più importante dato al mezzo televisivo.

Luca-De-FilippoCambiando argomento, il maestro spiega il ruolo fondamentale della fantasia per il pubblico. A teatro essa permette di andare oltre il volto dei protagonisti. Poi, portando le mani al volto, afferma: “Questa è la mia faccia e basta”. Il resto lo deve fare la fantasia. In questo modo anche i burattini del film Eduardo e i burattini, progetto realizzato per omaggiare l’attore partenopeo e farlo conoscere ai giovani, servono al pubblico per poter mettere in moto la fantasia.

Durante la lezione della Masterclass, Luca De Filippo non evita di rendere omaggio al teatro pubblico, nonostante egli faccia parte del teatro privato perché  “Nasce da un’idea importante partita nel momento in cui Paolo Grassi e Giorgio Strehler fondano il Piccolo di Milano”. Oggi, purtroppo, tutto questo non basta più. Il teatro pubblico ha bisogno di tanto per poter sopravvivere.

L’incontro è proseguito tra curiosità sull’affascinante mondo del teatro e sulla professione di attore, senza tralasciare il ruolo che oggi deve avere in una realtà sempre più multimediale.

Con l’appuntamento di ieri il Giffoni Film Festival ci appare sempre più un caleidoscopio di ogni forma d’arte, regalando esperienze uniche ai partecipanti.

Foto a cura di Annalisa Saggese

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