A Maddaloni uno dei FabLab del sud Italia

“Si può pensare ad un FabLab come ad una biblioteca, dove al posto dei libri si possono prendere in prestito macchinari solitamente inaccessibili. Un FabLab è anche e soprattutto un luogo di formazione tecnica che si fonda sull’assunto ‘se faccio imparo'”

Un palazzo settecentesco di via Roma, precisamente al numero civico “199”, di fronte all’ingresso alternativo dell’ex ospedale, è stato adibito a FabLab. Colpisce immediatamente il fatto che un edificio con ben 200 anni di storia alle spalle sia, adesso, la sede di un centro che fa della modernità e della tecnologia il suo pilastro reggente. Ma che cos’è un fab lab?

Direttamente dal sito della fondazione “Make In Italy”, nata per iniziativa di Massimo Banzi, e volta a sostenere e supportare questi laboratori, in tutta Italia, favorendo la creazione di vere e proprie reti anche con i centri internazionali, ecco una breve descrizione:

Un FabLab è un laboratorio aperto al pubblico equipaggiato con macchine per la fabbricazione digitale. È un luogo dove individui e imprese hanno accesso ad attrezzature, processi e persone in grado di trasformare idee in prototipi e prodotti. Si può pensare ad un FabLab come ad una biblioteca, dunque, un elemento fondamentale per la condivisione della conoscenza, dove, al posto dei libri, si possono prendere in prestito macchinari solitamente inaccessibili. Un FabLab è un luogo d’incontro tra persone con formazioni eterogenee, che risultano straordinariamente complementari per concepire progetti innovativi: artigiani tradizionali, esperti di elettronica, grafici, informatici. Un FabLab è anche e soprattutto un luogo di formazione tecnica che si fonda sull’assunto ‘se faccio imparo‘, del tutto complementare alla formazione strutturata di derivazione universitaria”.

Siamo andati  a vedere il Kromlabòro, l’unico centro della provincia di Caserta, dove abbiamo conosciuto i responsabili che si sono mostrati, da subito, gentili e disponibili a presentarci nel dettaglio ciò che ha da offrire la loro struttura. Abbiamo visto una moderna stampante 3d e un visore da realtà virtuale, nonché schede di prototipazione veloce “arduino” tanto per dirne alcune, ma non disconosciamo che i ragazzi abbiano celato, da qualche parte, nei meandri del FabLab, qualche altro “diabolico” marchingegno.

Accorpare e allargare la fruizione di queste ultime tecnologie, i cui prezzi sono spesso proibitivi per i singoli, è proprio uno degli obiettivi fondamentali del centro. L‘evoluzione tecnologica dell’ultimo decennio ha favorito la nascita di nuove figure, dette “Makers”, categoria di persone accomunate dall’obiettivo di forgiare e sfogare le loro capacità tecniche e creative “al fine di fabbricare oggetti o inventare soluzioni innovative”. Di quest’ultima categoria, il FabLab si è già candidato, in Italia, ad essere il  nido ideale. Su questa scia, il Kromlabòro propone una vasta offerta formativa con corsi della più varia natura, tra cui citiamo quello di modellazione 3d. 

 

Per maggiori informazioni, rimandiamo ai link:

http://www.makeinitaly.foundation/

http://www.makeinitaly.foundation/fablabs/kromlaboro-fablab/

https://www.facebook.com/kromlaboro/?fref=ts

Di seguito, una “chiacchierata” con Michele Turco, fondatore nonché project manager del Kromlabòro Fablab:

A breve il Kromlabòro FabLab inizierà una campagna di crowdfunding su Eppela per ampliare il proprio parco macchine. Da poco il Kromlabòro è diventato partner della AAP 3d Computer Grafica, l’unica Rhino Trainer center in Campania, al fine di sviluppare corsi per la progettazione orafa. L‘obiettivo finale è quello di portare la Fab Academy nella Provincia di Caserta.