Manovra, vertice sospeso. Plastic tax e sugar tax i temi di scontro



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Vertice sospeso. Il compromesso sulla manovra sembra lontano. Italia viva insiste sul taglio delle tasse sulla plastica e sulle bevande zuccherate

Il vertice a Palazzo Chigi sospeso. Il compromesso sulla manovra sembra lontano. Italia viva insiste sul taglio delle tasse sulla plastica e sulle bevande zuccherate: “Non vogliono toglierle”, attacca il partito di Renzi. M5s e Pd non sono d’accordo. E parlano di altre priorità nella gestione delle risorse.

Lo stop di Matteo Renzi su plastic tax, sugar tax e auto aziendali già ieri aveva costretto la maggioranza a una riunione di emergenza e a fissare un nuovo incontro per questa mattina. Italia Viva non si accontenta della riduzione di queste tasse. Chiede la cancellazione totale che comporterebbe la rinuncia a 500-600 milioni di gettito. Ma M5S e Pd non sembrano voler cedere a queste pretese.

Ma è difficile una totale marcia indietro. Anche perché – almeno nel caso di plastic tax e sugar tax – si tratta di provvedimenti che hanno, nelle intenzioni del governo, anche un approccio legato all’ambiente e alla tutela della salute. E infatti Luigi Di Maio, ospite di Circo Massimo su Radio Capital, dice: “Sulla manovra, dobbiamo avere la costanza di finirla, poi al suo interno è sacrosanto che ci siano plastic tax e sugar tax: dire che le aziende devono usare contenitori riciclabili, come dire che gli alimenti con troppo zucchero vanno limitati”.

Ma un’altra obiezione arriva dal vicesegretario Pd Andrea Orlando che dice: “Se ci sono davvero più risorse, e di questo si discute al vertice di maggioranza, mettiamole per ridurre ulteriormente la pressione fiscale sui salari dei lavoratori italiani“. Le risorse – 400 milioni – sarebbero state trovate ma ora è braccio di ferro su come impiegarle.

I presenti al vertice

Al tavolo presenti i ministri dell’Economia, Roberto Gualtieri, dei Beni Culturali, Dario Franceschini, delle Politiche agricole, Teresa Bellanova, dei Rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà. E poi i viceministri dell’Economia, Antonio Misiani e Laura Castelli, il sottosegretario Maria Cecilia Guerra, gli esponenti di Italia Viva, Luigi Marattin e Davide Faraone, tecnici del Mef e della Ragioneria dello Stato. Poi, intorno alle 11, il vertice è stato sospeso. Potrebbe riprendere dopo il voto finale sul decreto fiscale alla Camera.

Si cerca un compromesso per la manovra. Nelle ultime ore era circolata l’ipotesi di un rinvio a metà 2020 per la plastic tax. D’altra parte un intervento c’era già stato: il gettito previsto è già sceso del 70 per cento per la plastic tax (da un miliardo e 300 milioni). La tasse sulle auto aziendali è stata quasi azzerata (16 milioni rispetto ai 347 iniziali), mentre è rimasta invariata la sugar tax (200 milioni circa). In caso di intesa, si potrà cominciare a votare in commissione, al Senato. E l’approdo in aula del ddl bilancio è previsto per lunedì.

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