morta Misao Okawa

Misao Okawa è morta a 117 anni, un mese fa aveva spento le candeline. Dal 2013 il Guinness dei Primati l’aveva indicata in assoluto la più anziana del mondo

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Non è uno scherzo, ieri, primo aprile è morta Misao Okawa, la donna giapponese riconosciuta dal Guinnes World Records come la persona più anziana della terra. È deceduta per cause naturali all’età di 117 anni in una casa di cura a Osaka; a segnalarlo è JiJi Press.

Misao Okawa era tra le ultime cinque donne nate nell’800, tra cui ritroviamo ancora viva e all’uncinetto l’italiana Emma Martina Luigia Morano, nata a Civiasco, il 29 novembre 1899 (come ricorda un nostro articolo qui).

La povera giapponese che ci ha lasciato ieri, era nata il 5 marzo 1898 in un negozio di kimono nella città di Osaka. Il  suo segreto per una vita longeva è: “Mangiare cibo delizioso, dormire otto ore a notte e vivere la vita con calma”. Il suo piatto preferito era il sushi di sgombro, chiamato in Giappone Saba Sushi.

donna più vecchiaMisao è morta in una casa di riposo, l’anziana signora ci viveva da oramai sette anni. Solo il mese scorso l’esile, ma vitale nonnina aveva festeggiato le sue 117 candeline con un servizio fotografico che ha fatto il giro del pianeta: kimono rosa, un fiore tra i capelli bianchi e un bellissimo sorriso. Misao era madre di tre figli, nonna di quattro nipoti e bisnonna per sei pronipoti; la famiglia della decana del mondo va dal nipotino di due anni al figlio maggiore di 92.

C’è chi direbbe “Pace all’anima sua” o anche “Era ora”. Ma magari, la cara giapponesina, già inscritta al Guinness dei Primati, sognava di spegnere 122 candeline, per sorpassare la francese Jeanne Louise Calment, nata il 21 febbraio 1875 ad Arles e morta il 4 agosto del 1997. Una donna dalla vita estremamente attiva, tanto che cominciò a praticare la scherma a 85 anni, e a 100 anni andava ancora in bicicletta; inoltre fumò fino a 118 anni.

Quindi il segreto della longevità non esiste, è tutta una questione di geni e di fortuna, ma soprattutto è tutta questione di leggerezza.

Sarebbe bello morire così, il primo aprile, tra uno scherzo e l’altro, credendo nella magia della vita e soprattutto nell’ironia.

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