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Nessun accordo di governo per gli spostamenti nella giornata di Natale e negli altri giorni festivi, Speranza avverte: “Non dobbiamo abbassare la guardia”

Stallo del Governo sugli spostamenti a Natale, persistono le divisioni tra gli esponenti rigoristi e i più permissivi. Nemmeno l’intervento degli scienziati è riuscito a sbloccare la situazione. Gli esperti del Cts, interpellati da Conte, hanno suggerito di non allentare le restrizioni “per evitare che le vacanze di Natale si trasformino nelle premessa di una devastante terza ondata a gennaio”. In giornata comunque è prevista una nuova riunione del Comitato tecnico scientifico, dopo che il vertice di ieri è stato aggiornato.

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Intanto il governo è sempre più spaccato, ne è una prova la mozione sugli spostamenti tra piccoli comuni presentata oggi in Senato dal Pd. Il testo però non convince il ministro della salute, Speranza infatti- insieme a Franceschini e Boccia- è tra i più rigoristi. “Quelli di oggi sono numeri ancora molto significativi. Nelle ultime settimane c’è stata una lieve flessione ma la battaglia non è stata vinta, ci vuole poco a tornare indietro e vanificare gli sforzi”– ha dichiarato Roberto Speranza ai microfoni del Tg3. “Stiamo ragionando con il Cts sul periodo delle vacanze di Natale è il periodo più complicato su cui dobbiamo stare attenti ha aggiunto.

Le ipotesi

In questo scenario si profilano due ipotesi per il Natale 2020: Italia zona rossa con spostamenti vietati anche all’interno del comune e negozi chiusi oppure Italia zona arancione con meno divieti. L’istituzione della zona rossa a livello nazionale nei giorni festivi e prefestivi trova però molte voci di dissenso, secondo molti infatti non ci sarebbero i mezzi per consentire un controllo capillare del territorio. Con la zona rossa poi si ripresenterebbe il problema del sostegno economico a negozi, bar e ristoranti colpiti dalle restrizioni. A porre l’accento su quest’ultimo tema è stata la ministra Teresa Bellanova. “Ulteriori restrizioni devono già prevedere adeguati ristori – ha detto la ministra di Italia vivaSe dovessero coinvolgere anche i ristoranti, eventualità su cui resto enormemente scettica perché il rischio è il sovraffollamento incontrollato nelle case, è necessario prevedere già adesso ristori pari al 100 per cento delle perdite“.

Nelle ultime settimane la situazione epidemiologica è migliorata ma l’indice Rt rimane ancora troppo alto per parlare di ripartenza. La soglia per pensare alla ripartenza, ha spiegato il presidente dell’Istituto superiore di sanità Silvio Brusaferro, è tra 5.000 e i 10.000 nuovi contagi al giorno.

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