olio di palma

L’olio di palma fa davvero male? Ecco la verità e la quantità consigliata

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Il grasso tropicale, meglio noto come olio di palma, è stato negli ultimi tempi oggetto di lunghe discussioni. Al centro del discorso vi era la pericolosità dell’ingrediente, presente nei prodotti di numerose industrie. Una vera e propria campagna mediatica che ha condotto molti marchi ad eliminarlo dalla propria produzione. Altre aziende hanno invece continuato ad utilizzarlo, prendendo una posizione controcorrente, affermando come l’olio di palma se di buona qualità e ben lavorato non è nocivo. Tra queste vi è la Ferrero, che nell’ambito dolciario è ormai la terza al mondo.

La Ferrero si è rifiutata di modificare la ricetta della Nutella che è la stessa da 50 anni. Ha però provveduto a certificare e a garantire che utilizzano solo un prodotto di ottima qualità e che la lavorazione dell’olio di palma se svolta a basse temperature non rilascia sostanze dannose. Il dubbio sulla effettiva pericolosità del prodotto è comunque vivo. Pertanto si cerca ancora di capire se si tratti solo di credenze ormai veicolate dai media o se ci sia un fondo di verità in tutto ciò.

Carlo Agostini, pediatra al Policlinico di Milano, ha affermato che l’olio di palma se garantito e certificato non è dannoso. Inserito in una dieta bilanciata può aiutare il bambino in una fase di crescita fisica. Si tratta infatti di una delle principali fonti di energia. Ciò a cui bisogna badare con attenzione è la quantità. Se l’energia prodotta dall’olio di palma supera le energie che un individuo riesce a bruciare, le condizioni salutari sono messe a rischio.

Si tratta di un’attenzione valida non solo per i grassi tropicali, ma per qualsiasi elemento della nostra alimentazione.

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