Fibra Ottica
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Nata come joint venture tra Enel e CdP Equity, in breve tempo Open Fiber sta diventando un punto di riferimento per la rete FTTH a banda ultralarga, soprattutto nelle “aree bianche” del Paese

Tra i tanti player del mondo delle telecomunicazioni e di internet, capita spesso di sentire un nome nuovo: Open Fiber. Questa società esiste da alcuni anni ormai, ma la sua popolarità è esplosa da quando si è aggiudicata tutte le gare per realizzare la banda ultralarga nelle aree bianche del Paese. Ovviamente, la società è attiva anche al di fuori di queste aree, con investimenti propri. Vediamo dunque chi è Open Fiber e cosa fa.

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Una collaborazione per l’internet “all’ingrosso”

Open Fiber S.p.A. nasce nel Dicembre 2015 come joint venture al 50 e 50 tra Enel e CdP Equity, una sussidiaria della Cassa Depositi e Prestiti. Successivamente, nel 2016 Open Fiber ha inglobato la Metroweb S.p.A., l’azienda che ha cablato Milano con la fibra ottica e oggi facente parte del Gruppo Enel. Ma la collaborazione tra Enel e CdP era temporanea e pochi giorni fa si è conclusa ufficialmente. Enel, che possedeva il 50% dell’azionariato di Open Fiber, ha ceduto un 10% a CdP e il 40% al fondo di investimenti australiano Macquarie. Adesso, CdP controlla Open Fiber con il 60% dell’azionariato.

Ad ogni modo, Open Fiber nasce per realizzare una rete in Banda Ultralarga completamente in fibra ottica del titpo FTTH (Fiber to the Home), ossia dalla centrale fino alla casa dell’utente. Il servizio viene fornito esclusivamente in modalità wholesale, ossia all’ingrosso. in altri termini, Open Fiber realizza e gestisce l’infrastruttura in fibra ottica per l’accesso alla rete internet ma non fornisce direttamente il servizio ai clienti. Quest’ultimo segmento è affidato ad altri operatori privati, quali Fastweb, Vodafone o WindTre, in modo da consentire un mercato libero nel rispetto della concorrenza.

Dove e come agisce Open Fiber

L’azienda opera nei cluster A e B, ossia quelli più densamente abitati e a “successo di mercato“. In queste aree prevalentemente urbane, la società realizza e gestisce una rete in fibra ottica con una capacità di trasmissione fino a 1 Gigabit al secondo. La fornitura avviene all’ingrosso, cioè ad altri operatori, che a loro volta forniscono l’accesso ai clienti mediante fibra FTTH. La fibra arriva così fino a casa del cliente. Si tratta di 282 comuni concentrati in grandi aree urbane e metropolitane. La rete realizzata in questi comuni è di prorietà di Open Fiber, salvo diversi accordi.

Nell’ambito della Strategia Italiana per la Banda Ultralarga, si è aggiudicata tutti e tre i bandi (per un totale di 14 lotti) indetti da Infratel S.p.A. – società controllata dal Ministerodello Sviluppo Economico – per realizzare una rete in fibra ottica nelle c.d. aree bianche. Si tratta di aree particolari, definite a “fallimento di mercato“, dove nessun operatore o investitore privato ha interesse ad investire perché non ci sarebbe ritorno economico. E questo porta inevitabilmente alla nascita di un gap digitale, con aree del Paese fortemente penalizzate dall’impossibilità di accedere ad internet veloce. Penalizzazioni che colpiscono sia i cittadini, le imprese e le pubbliche amministrazioni che insistono in tali aree.

Per colmare questo gap, lo Stato ha investito nella realizzazione di una rete pubblica. I bandi sono stati aggiudicati ad Open Fiber, che dovrà costruire questa rete e gestirla in regime di concessione pubblica per i prossimi 20 anni. L’infrastruttura di rete connetterà 7.600 piccoli comuni sparsi in 20 Regioni ad internet veloce, superando così il digital divide che limita lo sviluppo di tali aree. È importante sottolineare che tale rete è di proprietà pubblica: Open Fiber la realizzerà e la gestirà per 20 come in qualità di Concessionario. Mise e Infratel monitorano di continuo che il Concessionario rispetti i termini previsti dal contratto di concessione pubblica, nonché che il livello qualitativo del servizio fornito ai clienti sia conforme agli standard più elevati.

Un network molto ampio

Come già detto, Open Fiber è un operatore di rete che agisce esclusivamente all’ingrosso. Realizzano e gestiscono reti a banda ultralarga, ma sono altri operatori privati che allacciano i clienti alla rete. Sulla pagina ufficiale è possibile visualizzare l’elenco sterminato dei partner che si appoggiano ad Open Fiber. Tra i “big” ci sono Aruba Fibra, Fastweb, Sky WiFi, Sorgenia, Tiscali, Vodafone e WindTre. Non c’è invece la TIM, che ha la sua infrastruttura privata e che a sua volta “affitta” ad altri operatori. Cisono poi molti altri operatori locali che forniscono i propri servizi sono in determinate aree geografice ed operatori specializzati in servizi particolari.

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