Paolo Del Genio, un professionista con specializzazione Napoli



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Paolo Del Genio

Ritengo il giornalista Paolo Del Genio,  un “sanguigno” nelle sue disquisizioni sul calcio partenopeo. Non un banale, ma un equilibrato perfezionista nella conoscenza del Calcio Napoli

Colui che riesce ad aprire tutti i meandri dietro le quinte degli azzurri e soddisfare, dal palcoscenico,  tutte le perplessità dell’affollatissima platea azzurra. Queste le motivazioni che mi hanno portato al piacevole incontro con un “tatticista geniale”, per conoscerlo anche al di fuori del suo mondo televisivo con il suo “A tutto campo” e radiofonico con il programma 4-4-2.

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Paolo Del Genio è anche un grande esperto di tattica

P. D.: “Oltre il confine dei media, chi è veramente Paolo Del Genio?”

Paolo: “Sempre un appassionato di Calcio e di Sports  in generale! Chiaramente come ogni altra persona normale, tante altre passioni, come il teatro, la musica, il cinema…che comunque riesco a seguire sempre meno,  perché sempre più impegnato con il lavoro! Naturalmente non mancano i momenti di puro affetto per la propria famiglia!”

P. D.: “Come nasce la tua passione per gli sports ed in particolare per  il calcio?”

Paolo: “Non è possibile  ricordarlo e non è possibile conciliarlo con un evento specifico,  perché è stato un fatto prettamente naturale e spontaneo: praticamente, fin da piccolissimo passavo le giornate con un pallone  tra le mani, giocando insieme ai miei amici. Non centra nulla anche la professione che ho fatto! Anzi se facevo qualche altra cosa nella vita…comunque la domenica sarei andato a vedere il Napoli e durante la settimana sarei stato a vedere partite, altri sports. La passione per lo sport nasce molto prima di quello che poi sarà il mio lavoro, vale a dire il giornalismo”.

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Paolo del Genio, giornalista e conduttore di:  A tutto Campo.

P.D.: “Quale il personaggio sconvolgente nel tuo percorso?”

Paolo: “No! Non c’è un personaggio particolare! Già come mia natura non mi scompongo!  Poi dopo, abituandoti a conoscere grandi personaggi, questo aspetto lo vivi sempre meno. Però se debbo fare un nome e chiaramente te lo faccio perché  è fin troppo facile,  è Maradona ovviamente! Non è la stessa sensazione di quando intervisti  un  seppur bravo e famoso giocatore. Naturalmente non parlo del Maradona attuale: personaggio e basta! Il Maradona che ho intervistato io, era il miglior calciatore del mondo. Un calciatore in piena attività! Ho avuto la fortuna di intervistarlo in tantissime occasioni  e quindi tra tutte esperienze professionali, queste sono quelle  indimenticabili, come  un’intervista in esclusiva in Argentina nel ’94. Allora ero anche molto più giovane!  Quindi se debbo fare un nome,  dico Maradona. Però, questo personaggio,  anche se molto emozionante… sicuramente non sconvolgente!”

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Diego Armando Maradona

P. D.: “Rientrando in parametri più tecnici, come vedi le squadre degli altri capoluoghi Campani ed in particolare Salernitana ed Avellino che disputano un campionato importante come la serie B?”

Paolo: “Proprio perché sono un po’ critico nei confronti di chi parla di tante squadre, parlo solamente del Napoli, perché solamente il Napoli ho seguito dai primi momenti del ritiro ad oggi. La mia attività professionale mi ha portato a seguire solo il Napoli in tutti i suoi meandri, tutti i momenti della preparazione le amichevoli ecc. Sulla Salernitana e sull’Avellino, potrei dire solo tante cose banali proprio perché non sono addentrato nelle loro cose. Le seguo come appassionato, ma non mi ritengo all’altezza di fornire dei giudizi perché non informato così come sul Napoli. Nelle mie trasmissioni il tifoso del Napoli deve avere la percezione che tu su quella squadra sei informato su tutto! A me gli opinionisti nazionali piacciono, però il più delle volte dicono cose molto banali, proprio perché non possono seguire tante squadre ventiquattro su ventiquattro e a trecentosessanta gradi. Non possono sapere se un singolo giocatore si è allenato oppure non si è allenato, le scelte dell’allenatore…Salernitana ed Avellino, sembra abbiano fatto buone squadre, però non saprei dirti molto!”

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Nazionale U19 nel 2012 con Insigne, Allegra, Rugani e Benassi

P. D.: “Parliamo allora nello specifico del Napoli e delle sue giovanili. Ti faccio dei nomi: Allegra, Rugani, Nicolao, Benassi, Roberto Insigne…tutti ragazzi ’94 e’95 che hanno svolto insieme, lo stesso iter delle Nazionali Under. Come mai, solo alcuni tra loro e già da più anni, hanno conquistato la massima serie?”

Paolo: “Non lo so, sinceramente! Io in ritiro ho visto Allegra, un ragazzo che cresce ma che ancora non fa il salto per essere un laterale da serie A, almeno per quello che ho visto io. Nicolao non l’ho visto, ma a quanto pare un ragazzo molto promettente, ma anche lui forse deve fare molto di più per meritarsi un ruolo nel Napoli.  Insigne, vediamo come và quest’anno ad Avellino, potrebbe già esserci nell’organico tra qualche anno…Benassi  mi sembra un talento assoluto…e Rugani anche! Purtroppo i nostri tre sono bravi, ma quelli sono due che sono arrivati prima, meritocraticamente … non per altro!”

P. D.: “Per finire, uno dei tanti sogni che Paolo vorrebbe veder realizzato?”

Paolo: “Uno dei miei tanti sogni professionali, si è avverato nel ’90. Un sogno mio da sempre, era quello di raccontare la vittoria di uno scudetto del Napoli e questo si avverò  in quel famoso Bologna 2 Napoli 4. Fu la mia radiocronaca alla gara che poi diede il secondo scudetto al  Napoli.  La mia speranza comunque, non annovera un sogno in particolare, ma in generale è quello di vedere un Napoli sempre vincente, in coppa Italia, in campionato come così anche in Europa!”

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Pasquale D’Aniello, giornalista, nato a Sant’Antonio Abate in provincia di Napoli. Da sempre appassionato di calcio con alcune esperienze dilettantistiche sul campo e sulla panchina. Autore nel 2012 del Libro: "Scugnizzeria agli Albori di un Successo"​ e premiato a Gallipoli nel 2015 (Torneo Internazionale che assegna il Trofeo Caroli Hotels), quale miglior giornalista del calcio giovanile. L'approccio con il calcio giovanile dilettantistico e professionistico da qualche decennio, ha fatto maturare in me nuove convinzioni ed intravedere nuovi orizzonti. "​ Il calcio è educazione, è economia, è uno dei modi di essere società"​. Tutto questo mi ha portato ad essere un "Cronista del calcio giovanile Campano"​, con il fine ultimo di far comprendere che questo Sport deve essere una sana sfida per misurare l'estro calcistico e nulla ha, che possa riguardare il fanatismo e qualsiasi altra devianza che provoca rancore anche a pochi metri di distanza tra i vari campi di calcio. La fortuna poi, di incontrare tantissimi professionisti legati a questo mondo, ha fatto il resto...