Parole in Circolo, il viaggio di Mengoni continua

VarieParole in Circolo, il viaggio di Mengoni continua

Un viaggio a puntate fatto di errori, scoperte e libertà dove i sentimenti contano più delle parole; Parole in Circolo è il nuovo singolo di Mengoni

[ads1] Disponibile da ieri mattina su Vevo il corto di Parole in Circolo, il secondo singolo estratto da “Le cose che non ho”, lultimo album di Marco Mengoni certificato doppio platino in soli tre settimane.

Continua così il viaggio che il cantautore aveva inaugurato con il video di Ti ho voluto bene veramente (qui la nostra recensione) anticipando l’idea di creare un mediometraggio che lega i singoli dell’album.

In un clima di tensione, acceso da frequenti dibattiti politici, sociali ed ideologici, la musica e l’arte in generale, offrono all’uomo la possibilità di riscattarsi, concorrendo alla creazione di una società migliore.

Parole in Circolo si discosta molto dal primo singolo e si imprime come una ballata pop, ma le tematiche forti restano care all’artista che riesce a trasportarle sul ritmo incalzante della musica.

In quest’ottica Parole in Circolo affronta la tematica della libertà, declamata a gran voce da Mengoni che da bravo ragazzo qual è, si difende dalla malvagità umana con intelligenza e arte.

Credo che ognuno abbia il suo modo di star bene
In questo mondo che ci ha intossicato l’anima
E devi crederci per coltivare un sogno
Su questa terra spaventosamente arida

Io l’ho vista sai la vita degli illusi
Con le loro dosi di avidità e superbia
Che per combatterli ti giuro basta poco
Devi interdirli con un po’ di gentilezza

Questo brano costituisce il manifesto di tutto il progetto discografico, rispecchia il carattere dell’artista e la direzione della sua musica. parole in circolo

Il testo richiama all’appello tutti ponendo una serie di domande che suscitano in noi, o dovrebbero almeno farci riflettere, su questioni più o meno complesse che attraversano la nostra essenza più intima, giungendo a smascherare la visione che abbiamo di noi stessi, degli altri e del mondo. 

Quante cose fai che ti perdi in un attimo?
Quanti amici hai che se chiami rispondono?
Quanti sbagli fai prima di ammettere che hai torto?
Quanti gesti fai per cambiare in meglio il mondo?

La libertà di poter essere un artista reale e senza censure, non è da sottovalutare in un tempo in cui si punta ad un facile guadagno e questo lo sa bene un cantautore come Marco che si concede tale privilegio restando tuttavia, con i piedi ben saldati a terra.

Libero, libero, libero, mi sento libero
Canto di tutto quello che mi ha dato un brivido
E odio e ti amo e poi amo e ti odio
Finché ti sento nell’anima non c’è pericolo

Dicono che è un’altra ottica, se resti in bilico
Dicono che più si complica, più il fato è ciclico
Dicono, dicono, dicono parole in circolo

Le parole che pronunciamo ogni giorno, nelle diverse situazioni che la vita ci pone innanzi, possono assumere svariati significati. Esistono parole importanti e sincere, parole che non pensiamo davvero, parole a cui prestiamo importanza e altre invece che ci scorrono addosso, ciò che conta è imparare che a volte le parole possono ferire la libertà dell’altro e che non sempre si è a conoscenza delle difficoltà che chi ci sta vicino sta affrontando nel proprio viaggio.

Nel video di Parole in Circolo ritroviamo Marco proprio dove lo avevamo lasciato nel video precedente, in piccolo centro abitato della fredda Islanda, dove trova rifugio in un motel.

Dopo essersi addormentato per la stanchezza dovuta al viaggio, il cantante si risveglia di soprassalto in abiti eleganti e seguendo delle coordinate si ritrova in una sala di un ricevimento, dove incontra una sua vecchia amica. Momento culminante del video è la parte finale, dove possiamo vedere dei camerieri che scambiandosi sguardi d’intesa sigillano le porte della sala da cui provengono urla misteriose.

Siamo curiosi di scoprire quale sarà il prossimo singolo e cosa succederà a Marco nel suo viaggio. Sarà davvero in pericolo o il ricevimento si rivelerà essere soltanto un sogno? 

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Elena Russohttp://zon.it
Giornalista pubblicista dal 2019. Collaboro con la grande famiglia di Zon dal 2015. Testarda, determinata, instancabile sostenitrice dei diritti umani. La prima volta che ho scritto qualcosa per dar voce ad una situazione di ingiustizia avevo 8 anni, oggi so che quel giorno ha dato il via ad una ribellione.

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Updated on 29 July 2021 - 07:01 07:01