Pd-Ala, ovvero come ti servo il Partito della Nazione alle comunali



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L’asse Pd-Ala prepara la controffensiva per le comunali di giugno. L’appoggio incondizionato dei verdiniani ai candidati dem riprende, strategicamente, sia la questione Partito della Nazione che la possibilità dei “candidati deboli” di riscattarsi a livello locale

Nel celebre album “La mia generazione ha perso”, datato 2001, di Giorgio Gaber, il cantautore milanese descrive, attraverso dodici brani tra cui  “Destra-Sinistra” e “Il Conformista”, il malcostume della società e le problematiche civili e sociali presenti ai giorni nostri.

Il disco, inoltre, tende ad evienziare come la generazione di Gaber sia uscita sconfitta, nonostante le diverse lotte per i diritti e le battaglie portate avanti in precedenza, a causa del “galoppante” conformismo e dell’ipocrisia.

Questa situazione generale descritta dal cantautore solamente nel 2001, negli anni si è evoluta e, addirittura, è riuscita a far emergere tutto il “peggio”del nostro complesso sistema partitico italiano.

Infatti, con l’ingresso ufficiale nella maggioranza del gruppo Ala guidato dall’ex berlusconiano Verdini (accompagnato dalle proteste, solamente quelle, della minoranza Pd), è in piena evoluzione la nuova strategia da applicare alle prossime elezioni amministrative di giugno.

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Da Milano alla Calabria, passando per le situazioni particolari di Roma e Napoli, è entrata nel vivo la sponda “verdiniana” ai candidati Pd che, considerando ogni singolo caso a livello comunale, avrebbe l’intento sia di portare avanti il processo di trasformazione partitico che la garanzia di una maggiore “copertura elettorale” dei candidati “deboli”.

Per quanto riguarda il primo punto, il dato che innegabilmente si rende evidente è quello dell’ennesima evoluzione partitica italiana con l’approdo al futuro Partito della Nazione.

L’entrata in maggioranza e l’appoggio a livello locale di Verdini non può essere inteso solamente come un’ “opportunità politica” ma deve essere necessariamente inquadrato nel  processo che porterà alla formazione di una base forte locale al fine di cambiare, in maniera più o meno traumatica, l’ambito nazionale in un secondo momento.

In questa specifica situazione la strategia portata avanti non mostra chiaramente il dualismo Pd-Ala ma lo rende talmente sottile da produrre una sorta di “tutt’uno” anticipato fra le parti in causa.

Dal punto di vista prettamente elettorale, invece, la situazione è leggermente diversa: avendo ben presente le difficoltà di determinati candidati in zone strategiche dello stivale, l’asse Pd-Ala tenderà di far rifiorire quel fermento comunale che fino a questo punto aveva contraddistinto l’immagine dei “democrats” (attraverso la famosa “icona” del Sindaco/Premier).

Anche in questo caso, facendo leva sui “punti di contatto” verdiniani presenti nelle verie realtà, si farà di tutto per legittimare l’alleanza e, allo stesso tempo, rafforzare il governo e il “ruolo strategico” di questa maggioranza a livello nazionale.

Nonostante le rimostranza (al momento solamente presunte e mai riscontrate nei fatti) delle diverse anime dei “dem”, il Partito della Nazione sta diventando sempre più una realtà che obbligherà le correnti interne ad allinearsi (e di conseguenza a snaturarsi ancor di più) o soccombere definitivamente.

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