Pd: nuovo segreteraio, stesso partito



direzione pd segreteria Rai

Pd, le parole del neo segretario Zingaretti tracciano la strada per i prossimi anni. Cambiare tutto per non cambiare niente?

La ratifica da parte dell’Assemblea è appena arrivata, ma la linea tracciata dal nuovo Pd a guida Zingaretti sembra inesorabilmente la stessa.

Infatti, come si evince tanto dalle mosse portate avanti nelle nomine quanto nelle ricette per affrontare il futuro, il percorso sembra essere il medesimo degli ultimi anni.

La continua mediazione tra le parti – dettata da diversi ingressi in segreteria, in particolar modo – e la soluzione ai problemi (interni soprattutto) degli ultimi anni, sembrano mettere sempre più in evidenza questo dato.

Partendo dal punto di vista prettamente politico, ciò che Zingaretti ha impostato per questa nuova stagione democratica rappresenta l’esatta riproposizioni di quanto fatto in precedenza.

In sostanza, la demolizione di un gruppo di potere a capo del partito e la costruzione di uno nuovo che mira a sostituirlo, rimarca quanto già fatto in passato – con risultati non proprio esaltanti – e, contemporaneamente, la peggior strategia per un partito in fase di rilancio.

L’elemento, inoltre, si affianca ad una serie atti di riconciliazione interna (vedi la nomina della Serracchiani come anche quelle di Gentiloni, Zanda e Calenda) che mirano, in un certo senso, ad accontentare tutti per tenere tutti calmi.

Questo dato- direttamente collegato alle sottili solite stoccate lanciate dalle minoranze (Giachetti) – riprende anche l’espediente considerato per far riprendere l’area del centrosinistra.

Il rilancio del campo largo, in cui non si condivide nulla ma si sta insieme per spirito di coalizione storica, non solo rappresenta una ricetta già bocciata in passato dall’elettorato – soprattutto per l’instabilità diffusa presente nella presunta coalizione – ma anche la riproposizione di una medesima classe dirigente, solamente che in altra salsa.

Tutto ciò, infine, cozza pesantemente con l’intervento del neo segretario Pd (“No a filiere di potere”), mettendo ancor più in evidenza un ulteriore distacco dalla realtà – che non solo chiede un cambio radicale  ma anche una concretezza nelle policy – ed una volontà di costruirsi un paracadute più ampio per attutire l’ennesimo scivolone.

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