21 Ottobre 2026 - 19:25

Pensioni novembre 2026, pagamento il 2: perché il netto scende

In sintesi. L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (Inps) paga le pensioni di novembre 2026 lunedì 2 novembre 2026, sia sul conto corrente sia alle Poste, perché il 1° novembre è domenica e festa di Ognissanti. L’importo netto può scendere per le ultime rate delle addizionali Irpef, il secondo acconto Irpef da Modello 730 e la chiusura dei conguagli fiscali.

I punti chiave

  • L’Inps paga le pensioni di novembre 2026 lunedì 2 novembre 2026, primo giorno bancabile del mese, secondo il calendario allegato alla circolare Inps n. 153 del 19 dicembre 2025.
  • Sul cedolino di novembre 2026 l’Inps trattiene l’11ª e ultima rata del saldo 2025 delle addizionali Irpef regionale e comunale e la 9ª e ultima rata dell’acconto 2026 dell’addizionale comunale.
  • I pensionati che nel Modello 730 hanno indicato l’Inps come sostituto d’imposta possono trovare sulla pensione di novembre 2026 il secondo acconto Irpef o l’acconto unico.
  • Il ritiro della pensione in contanti è consentito solo per importi complessivi fino a 1.000 euro netti.
  • Il saldo delle addizionali Irpef regionali e comunali riprende sul cedolino di gennaio 2027, l’acconto dell’addizionale comunale da marzo 2027.

Le pensioni di novembre 2026 vengono pagate lunedì 2 novembre 2026, sia sul conto corrente sia allo sportello delle Poste. L’importo netto può essere più basso del solito per tre motivi: le ultime rate delle addizionali Irpef, il secondo acconto Irpef da Modello 730 e la chiusura dei conguagli fiscali.

L’effetto non è uguale per tutti. Cambia da pensionato a pensionato, perché dipende dalle imposte dovute, dai conguagli in corso e dalle trattenute applicate dall’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale (Inps).

Perché la pensione di novembre 2026 arriva il 2 e non il 1°

Le pensioni Inps si pagano il primo giorno bancabile di ogni mese, con l’unica eccezione di gennaio. Il 1° novembre 2026 cade di domenica ed è anche la festa di Ognissanti. Il primo giorno bancabile di novembre 2026 è quindi lunedì 2 novembre.

La data del 2 novembre 2026 è fissata nel calendario dei pagamenti Inps allegato alla circolare n. 153 del 19 dicembre 2025.

Come ritirare la pensione di novembre 2026 in contanti o al Postamat

Il ritiro della pensione in contanti è consentito solo per importi complessivi fino a 1.000 euro netti. Chi riceve una somma superiore a 1.000 euro netti deve indicare un conto corrente o un libretto e comunicare le coordinate per l’accredito attraverso i servizi Inps.

Chi ha la pensione accreditata su libretto di risparmio, conto BancoPosta o carta Postepay Evolution può prelevare dagli sportelli automatici Postamat a partire dal 2 novembre 2026, senza passare dall’ufficio postale.

Quali addizionali Irpef trattiene l’Inps sulla pensione di novembre 2026

Sul cedolino di novembre 2026 l’Inps applica tre trattenute legate alle addizionali Irpef. Due chiudono il saldo del 2025, una chiude l’acconto comunale del 2026.

Trattenuta Anno di riferimento Rata a novembre 2026 Quando riparte
Addizionale Irpef regionale a saldo 2025 11ª e ultima rata Gennaio 2027
Addizionale Irpef comunale a saldo 2025 11ª e ultima rata Gennaio 2027
Acconto addizionale Irpef comunale 2026 9ª e ultima rata Marzo 2027

Le addizionali regionali e comunali vengono calcolate sull’imponibile Irpef della sola pensione pagata dall’Inps. Eventuali altri redditi del pensionato non entrano nel calcolo.

L’acconto dell’addizionale comunale vale il 30% dell’addizionale ottenuta applicando l’aliquota comunale dell’anno precedente.

Come verificare aliquote ed esenzioni del proprio Comune, anche a Salerno

Le aliquote delle addizionali Irpef le decidono le singole Regioni e i singoli Comuni. Le aliquote aggiornate si consultano sul portale del Dipartimento delle Finanze del Ministero dell’Economia. Un pensionato residente a Salerno, per esempio, deve verificare sul portale sia l’aliquota della Regione Campania sia quella del Comune di Salerno.

Anche le soglie di esenzione cambiano da territorio a territorio. Per il 2026 il Comune di Roma ha portato la soglia di esenzione a 14.000 euro. Il materiale disponibile non riporta le soglie dei Comuni della provincia di Salerno: vanno controllate sulle delibere del proprio ente.

Chi rientra nella soglia di esenzione deliberata dal proprio Comune o dalla propria Regione non subisce la trattenuta corrispondente. Le prestazioni di invalidità civile, le pensioni sociali e gli assegni sociali non sono mai soggette alle addizionali Irpef.

Perché il secondo acconto Irpef può abbassare la pensione di novembre 2026

Sul rateo di novembre 2026 può comparire il secondo acconto Irpef, oppure l’acconto unico, risultante dalla dichiarazione dei redditi. La trattenuta riguarda solo i pensionati che nel Modello 730 hanno indicato l’Inps come sostituto d’imposta.

L’importo dell’acconto Irpef è quello indicato nel prospetto di liquidazione Modello 730/4 e viene trattenuto direttamente sulla pensione. Lo stesso meccanismo può valere per l’acconto della cedolare secca sugli affitti.

L’acconto Irpef è un anticipo sulle tasse dell’anno in corso. Con il 730 presentato nel 2026 si pagano due cose: l’Irpef a saldo del 2025 e un acconto sull’Irpef del 2026, calcolato sui dati del 2025 in possesso dell’Agenzia delle Entrate.

Come chiedere all’Inps di ridurre o annullare l’acconto di novembre

Un pensionato che sa con certezza di dover pagare meno Irpef per il 2026 rispetto al 2025 può chiedere all’Inps di ridurre o annullare il secondo acconto di novembre. I casi tipici sono due: spese detraibili molto alte nel 2026, come quelle per ristrutturare casa, oppure un calo significativo del reddito.

Senza la richiesta, l’acconto pagato in eccesso non va perso: l’Agenzia delle Entrate lo restituisce con il conguaglio della dichiarazione successiva. La riduzione serve solo a evitare di anticipare tasse che non saranno dovute.

I passaggi per presentare la richiesta all’Inps sono questi:

  • accedere al portale dell’Inps con Spid, Carta d’identità elettronica (Cie) o Carta nazionale dei servizi (Cns);
  • entrare nella sezione «Assistenza fiscale (730/4): servizi al cittadino»;
  • inoltrare la domanda di riduzione o annullamento dell’acconto.

Il materiale disponibile non indica una scadenza per presentare la richiesta. Per incidere sul cedolino di novembre 2026 conviene verificarla direttamente nella sezione del portale Inps o con un Caf.

I lavoratori dipendenti possono fare una richiesta analoga, ma devono rivolgersi al proprio datore di lavoro e non all’Inps.

Cosa succede se la stima sull’acconto Irpef è sbagliata

La richiesta di riduzione si basa su una stima fatta dal pensionato, che se ne assume la responsabilità. Le spese detraibili possono rivelarsi inferiori al previsto, oppure il reddito perso può essere sostituito da un altro negli ultimi mesi del 2026.

Se la stima risulta sbagliata, le tasse non versate a novembre 2026 vengono recuperate con il conguaglio dell’anno successivo. Il materiale disponibile non specifica eventuali sanzioni o interessi in caso di acconto ridotto per errore.

Conguagli da Modello 730: novembre chiude le rate

Il cedolino di novembre 2026 chiude anche la rateazione dei debiti fiscali derivanti dal Modello 730. Chi aveva un debito rateizzato trova sulla pensione di novembre l’ultima trattenuta del piano.

Il materiale disponibile non riporta il dettaglio dei conguagli a credito né le istruzioni per consultare il cedolino online. Le voci della pensione di novembre 2026 si verificano accedendo ai servizi dell’Inps con le proprie credenziali.

Cosa aspettarsi a dicembre 2026 e nel 2027

Con la pensione di novembre 2026 si chiudono tutte le rate delle addizionali Irpef dell’anno. Il saldo delle addizionali regionali e comunali riprende sul cedolino di gennaio 2027, mentre l’acconto dell’addizionale comunale torna da marzo 2027.

Domande frequenti

Quando pagano le pensioni a novembre 2026?

L’Inps paga le pensioni di novembre 2026 lunedì 2 novembre 2026, sia sul conto corrente sia allo sportello delle Poste. Il 1° novembre 2026 cade di domenica ed è la festa di Ognissanti, quindi il pagamento slitta al primo giorno bancabile.

Perché la pensione di novembre 2026 è più bassa?

Il netto della pensione di novembre 2026 può scendere per tre motivi: le ultime rate delle addizionali Irpef regionali e comunali, il secondo acconto Irpef da Modello 730 e la chiusura dei conguagli fiscali. L’effetto cambia da pensionato a pensionato, in base alle imposte dovute e alle trattenute applicate dall’Inps.

Come si chiede all’Inps di ridurre il secondo acconto Irpef di novembre?

Il pensionato accede al portale Inps con Spid, Cie o Cns, entra nella sezione «Assistenza fiscale (730/4): servizi al cittadino» e inoltra la domanda di riduzione o annullamento dell’acconto. La richiesta ha senso solo per chi sa con certezza di dover pagare meno Irpef per il 2026 rispetto al 2025, per esempio per spese detraibili molto alte o un calo significativo del reddito.

Cosa succede se riduco l’acconto Irpef e la stima è sbagliata?

La richiesta di riduzione dell’acconto Irpef si basa su una stima di cui il pensionato si assume la responsabilità. Se la stima risulta sbagliata, le tasse non versate a novembre 2026 vengono recuperate con il conguaglio dell’anno successivo.

Quando riprendono le trattenute delle addizionali Irpef sulla pensione?

Con la pensione di novembre 2026 si chiudono tutte le rate delle addizionali Irpef dell’anno. Il saldo delle addizionali regionali e comunali riprende sul cedolino di gennaio 2027, mentre l’acconto dell’addizionale comunale torna da marzo 2027.

 

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