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Imbrogliare a Pokemon Go era possibile fino a oggi… La Niantic, che ha sviluppato il gioco, ha trovato il modo per tagliare i ponti per barare con Fake GPS e qualsiasi Bot

[ads1]Pokemon Go: acchiapparli tutti è già difficile se consideriamo che alcune zone della stessa città sono meno ricche di Pokemon e Pokèstop.

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Alcuni giocatori di periferia, lamentavano sin dall’inizio la scarsa offerta di pokemon e pokestop nel proprio quartiere e arrivare in un punto della città più popoloso era davvero difficoltoso. In effetti, la differenza è lampante tra città e città: chi ha avuto la possibilità, conferma che una grande città come Milano o New York offre esponenzialmente di più che una cittadina provinciale.

Per costoro e per quanti avevano il desiderio di vincere facile erano sorti tanti trucchi: con Fake Gps era possibile simulare una posizione… un giocatore italiano poteva così ingannare il server di gioco e apparire in Australia e scoprire che davvero lì ci sono tante più possibilità di gioco. Tutto questo restando fermo, seduto comodamente a casa o al bar.

Ancora, per i più scaltri, si erano poste le possibilità di gioco facile offerte dai bot: un programmino su pc che simulava in tutto e per tutto le partite del singolo account, permettendo al giocatore di fare tutt’altro – magari di leggere un buon libro, giocare il partner, andare in giro a guardare il paesaggio – mentre la sua collezione di pokemon aumentava a dismisura, così come il suo livello.

Tutte possibilità che, per assurdo, avevano dato la concreta possibilità di eguaglianza ai giocatori che non hanno la fortuna di altri di vivere in centro, in luoghi ricchi di pokemon e pokestop e dunque erano rimasti tagliati fuori dalla scena dei giochi.

Pokemon Go: l’aggiornamento che taglia fuori chi bara

Possibilità che, col nuovo aggiornamento, sono stante troncate: il team di Pokemon Go ha detto in una nota ufficiale che questi programmi non potranno più funzionare. «Abbiamo limitato l’accesso ai servizi di terze parti che interferivano pokemon gocon la nostra capacità di fornire un servizio di qualità e di diffondere Pokémon GO nel mondo.» Si legge nella nota del team, che pare lanciare una sfida ai programmatori che, fin ora, hanno saputo dar loro filo da torcere – pur senza stipendio! – infatti è in termini di sfida che il team si riferisce alle nuove implementazioni del gioco. Personalmente, in questa sfida, tifo per gli sviluppatori che hanno inventato tante tecniche per farla in barba allo sviluppatore ufficiale: è l’intelligenza che basta a sP stessa, non mossa dai torbidi motivi economici.

Per ciò che riguarda il ban permanente è un’ipotesi attualmente improponibile: Pokemon Go non è ancora abbastanza forte per rinunciare per sempre ad una serie di giocatori che, più o meno abitualmente, utilizza il gioco con queste modalità. Non dimentichiamo due cose: fonte di guadagno di Niantic è attualmente la mole di giocatori che raggiunge i loro server che, per assurdo, supera il provente degli oggetti virtuali acquistabili con denaro reale e, non meno importante, il marchio Pokemon ha un target di utenza che si aggira sulla prima adolescenza. Nessuno sviluppatore di videogiochi può permettersi il lusso di rischiare di bannare un bambino di otto anni. Per nessun motivo.

E voi? Che ne pensate?

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