7 Dicembre 2017 - 09:21

Redemption song, il canto di un popolo libero

redemption song

Quando Bob Marley guidò la sua Africa verso una redenzione spirituale con la sua Redemption Song…

Redemption Song è forse la più iconica canzone di Bob Marley, sebbene sia l’unica differente dallo stile che lo contraddistingue, il Reggae. Una canzone di ispirazione Folk, senza eccessivi gorgheggi musicali, registrata in acustico, semplicemente chitarra e voce, ma con un testo molto più che impegnato…

                                            REDEMPTION SONG

Old pirates, yes, they rob I; – Vecchi pirati, si, loro mi hanno rubato
Sold I to the merchant ships, – Venduto alle navi di mercanti
Minutes after they took I – Minuti dopo avermi preso
From the bottomless pit – Dal pozzo senza fondo
But my hand was made strong – Ma la mia mano era resa forte
By the ‘and of the Almighty – Dalla mano dell’onnipotente
We forward in this generation – Progrediamo in questa generazione
Triumphantly – Trionfalmente

Won’t you help to sing – Vuoi aiutare a cantare
These songs of freedom? – Questi canti di libertà
‘Cause all I ever have: – Perchè tutto quel che ho sempre avuto
Redemption songs; – Canti di redenzione
Redemption songs. – Canti di redenzione

Emancipate yourselves from mental slavery; – Emancipatevi dalla schiavitù mentale
None but ourselves can free our minds – Solo noi possiamo liberare le nostre menti
Have no fear for atomic energy – Non aver paura dell’energia atomica
‘Cause none of them can stop the time -Perchè nessuno di loro può fermare il tempo
How long shall they kill our prophets – Per quanto ancora dovranno uccidere i nostri profeti?
While we stand aside and look? Ooh! – Mentre stiamo da parte e guardiamo?
Some say it’s just a part of it: – Un giorno saremo parte di questo:
We’ve got to fulfil de book – Dobbiamo riempire il libro

Won’t you help to sing – Vuoi aiutare a cantare
These songs of freedom? – Questi canti di libertà
‘Cause all I ever have: – Perchè tutto quel che ho sempre avuto
Redemption songs; – Canti di redenzione
Redemption songs. – Canti di redenzione

Emancipate yourselves from mental slavery; – Emancipatevi dalla schiavitù mentale
None but ourselves can free our minds – Sono noi possiamo liberare le nostre menti
Have no fear for atomic energy – Non aver paura dell’energia atomica
‘Cause none of them can stop the time -Perchè nessuno di loro può fermare il tempo
How long shall they kill our prophets – Per quanto ancora dovranno uccidere i nostri profeti?
While we stand aside and look? Ooh! – Mentre stiamo da parte e guardiamo?
Some say it’s just a part of it: – Un giorno saremo parte di questo:
We’ve got to fulfil de book – Dobbiamo riempire il libro

Won’t you help to sing – Vuoi aiutare a cantare
These songs of freedom? – Questi canti di libertà
‘Cause all I ever have: – Perchè tutto quel che ho sempre avuto
Redemption songs; – Canti di redenzione
all I ever have – tutto quel che ho sempre avuto
Redemption songs; – Canti di redenzione
These songs of freedom – Questi canti di libertà
Songs of freedom – Canti di libertà

 

Redemption Song è stata scritta da Bob Marley nel 1979, per poi essere pubblicata l’anno seguente come traccia conclusiva dell’album UPRISING. L’intero LP, ma specie quest’ultimo brano, sono palesemente carichi di dolore. Un dolore che è manifesto dell’ultimo periodo della vita di Marley; lo stesso anno, infatti, gli era stato diagnosticato il cancro, che di li ad un anno lo avrebbe portato alla morte. In questo contesto è come se con questa canzone Marley volesse appunto giungere alla redenzione, ma la sua aspirazione va oltre il personale: è una redenzione per tutto il suo popolo africano, una redenzione intesa come purificazione, o ancora meglio liberazione. Una canzone rivolta alla sua gente, una canzone che fa riferimento esplicito alla tratta degli schiavi, a quella diaspora che milioni di africani dovettero subire tra il ‘600 e l’800, deportati alla stregua di bestie tra America del sud e America del nord da imprenditori latifondisti e senza scrupoli.

Bob Marley scrive Redemption Song poichè conscio di quello che era diventato: una guida politica, spirituale ma soprattutto religiosa per tutti i suoi seguaci. Era il capostipite del RASTAFARIANESIMO, dottrina di origine cristiana, versione spirituale del movimento politico nazionalista, conosciuto come etiopismo. Pertanto la sua si impone non come una semplice “song”, bensì come il canto di un popolo, una sola voce che unita invoca la libertà, mentale ancora prima che fisica.

La prima strofa, a conferma di ciò, fa un chiaro riferimento biblico: narra la vicenda contenuta nella Genesi di Giuseppe di Canaan, che venne gettato in un pozzo e poi venduto dai suoi fratelli come schiavo e deportato in Egitto. Fortificato dalla vocazione del Signore, però, qui divenne addirittura vice re, prima di ricondurre il suo popolo in terra natia finalmente liberato dalla prigionia. Una vicenda chiaramente allusiva e metaforica, un invito alla riscossa nella fede del signore per tutti i suoi fratelli nelle stesse condizioni di prigionia di Giuseppe.

Da qui in avanti Redemption Song si snoda con una ripetizione di tre strofe esortative, tre strofe che la rendono definitivamente non più una canzone ma un canto. Vuoi aiutarmi a cantare questi canti di libertà? perchè sono l’unica cosa che ho sempre avuto, canti di redenzione! E’ l’invito diretto di Marley, è la canzone che diviene riscossa, è la canzone che diviene unità di un popolo, è un popolo con le idee più chiare. Emancipatevi dalla schiavitù mentale, esordisce la terza strofa. Era forse quel tipo di emancipazione che faceva più paura ad un lungimirante Marley. La paura che quella razziale oppressione divenisse in qualche modo giustificata, e che un parassitario complesso di inferiorità si insidiasse nelle menti di un popolo sempre più inerme alle barbarie, sempre più arrendevole.

Una rivoluzione di mentalità era quello a cui auspicava, una rivoluzione nei confronti della più minima forma di razzismo, insomma una piena presa di coscienza. Prima di cambiare la mentalità dello sfruttatore c’era da cambiare quella dello sfruttato. Solo dopo essere riusciti a liberare le loro menti, e a non aver più paura dell’energia atomica come metafora di un evoluto e spietato uomo bianco, allora sarebbero potuti essere davvero parte di tutto questo, della piena redenzione, per riempire il libro, quello della storia, così come Giuseppe riempiva quello della Bibbia.

In fin dei conti la sua “redenzione” altro non è che una metafora, volta a dare un insegnamento di fede cristiana quanto più empirico possibile. E’ un redimersi da un peccato liberandosi da un oppressore, con una riscossa che a sua volta non sia violenta, ma animata da una forza interiore dettata dal bene e dall’amore, che prende voce in un canto di un popolo. E’ questo l’unico modo in cui il debole riuscirà a vincere sul potente, il bene sul male, l’amore sui soldi, il canto sulle catene.

Nel dolore di un Marley in fin di vita traspare ancora tutta questa speranza, tutta questa forza che una guida spirituale quale ormai era diventato, non poteva tenere per se. Bob morì presso il Cedar of Lebanon Hospital, in Germania, la mattina dell’11 maggio 1981. Le sue ultime parole, poco prima di spirare, furono rivolte al figlio Ziggy Marley: “Money can’t buy life” “i soldi non possono comprare la vita”.

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