Regionali Sicilia: vince Musumeci ma è il terremoto politico a prevalere



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Le Regionali in Sicilia incoronano Nello Musumeci ma a destare preoccupazione è il nuovo assetto politico – partitico

Le Regionali in Sicilia hanno proclamato Nello Musumeci come nuovo Presidente dell’isola, ma questa tornata elettorale passerà alla storia per uno dei maggiori terremoti politici locali con possibili effetti nazionali.

Pur non potendo fare un vero e proprio parallelo fra queste elezioni e quelle politiche del prossimo anno, infatti, si può dire che tanto a livello strategico quanto partitico le Regionali siciliane hanno fatto emergere diversi spunti interessanti per le future mosse politico – elettorali.

Una delle peculiarità dell’esito, importante sia per la vicinanza con le politiche che per le strategie messe in atto – replica dell’attuale assetto nazionale – , è la ripercussione dello stesso su alleanze e nuovo giudizio dell’elettorato sull’ultima gestione.

Difatti, se da un lato si è resa nota una maggiore presenza dell’ elettorato critico – che ha bocciato nettamente la presidenza Crocetta – dall’altro è riemersa l’alternanza di governo all’interno di una competizione, sostanzialmente, tripolare.

Il centro – destra, come accaduto in altra occasioni (Liguria su tutte), ha mostrato non solo di essere ancora vivo e vegeto ma anche di puntare dritto, in caso di alleanza larga, al governo del Paese (possibilità non del tutto remota data la legge elettorale che ha riesumato il fu Polo di Berlusconi).

A seguire il trio Berlusconi – Salvini – Meloni c’è, senza dubbio, il M5S che, pur pagando alcuni errori territoriali, si è messo in luce come reale alternativa tanto al centro-destra quanto al centro-sinistra.

Infine, gli sconfitti del centro-sinistra allargato (Pd – AP) e SI – Mdp in cui è necessaria una riflessione più ampia.

In primo luogo è fin troppo visibile il distacco fra le forze e la realtà dei fatti – maggiormente evidente nei partiti di governo – che ha sgretolato ancor di più l’elettorato storico e, contemporaneamente, ridotto ad un lumicino il livello di gestione interna.

Proprio l’ultimo punto – che investe anche in parte Mdp, data l’attitudine a giocare al te l’avevo detto con gli ex compagni di partito – ha portato a tragiche conseguenze per la segreteria Renzi.

L’ex Presidente del Consiglio, infatti, oltre a veder messa in discussione la propria posizione nel partito vede sfumare, pian piano, anche il progetto di deus ex machina,
impostato dal famosoEnrico stai sereno, in cui la sua area avrebbe dovuto condurre i giochi – politici, di alleanze e di strategie future – dell’intero centro-sinistra.

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