A mia insaputa

Renzo Bossi nuovo membro del club “A mia insaputa”. Questo ristretto cerchio di privilegiati vede elargiti nel tempo benefici, regalie, nomine e immobili, tutto rigorosamente a propria insaputa

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In principio fu Claudio Scajola, che giurava di essere entrato in possesso dell’attico vista Colosseo a sua insaputa. Poi ci fu il cardinal Bertone, che pure ha visto costruire e arredare il suo mega attico romano a sua insaputa. Ora è la volta del rampollo di casa Bossi, il caro Renzo, amichevolmente soprannominato “Il Trota” per l’espressione vispa e intelligente del suo viso, che è stato finalmente ammesso nell’elitario club “A mia insaputa”. Lui, di essere entrato in possesso di qualcosa a sua insaputa, ne è venuto a conoscenza solo durante il processo che lo vede imputato per appropriazione indebita con il padre e l’ex tesoriere Francesco Belsito. In questo processo è emerso come della laurea conseguita a Tirana presso l’Università Kristal, e che sarebbe costata alle casse della Lega ben 77mila euro, Renzo non ne sapesse niente, e che solo in fase di dibattimento il Trota avrebbe appreso di essere laureato a sua insaputa.

A mia insaputa
Renzo Bossi nuovo membro del club “A mia insaputa”

“Ho saputo della mia laurea in Albania solo dopo questa indagine” ha detto davanti al pm “Escludo di aver mai chiesto soldi a Belsito perché non ne avevo motivo. Non ricevevo alcuna indennità ma semmai, come tutti gli altri eletti, davo un contributo al partito. La vicenda della laurea in Albania mi lascia perplesso”. Il figlio di Bossi esclude di aver fatto l’università, e su questo gli crediamo di certo, e asserisce che persino i dati anagrafici presenti sul diploma di laurea sono sbagliati. Questa è la prova regina, Renzo non lo sapeva. Tra i vari punti trattati durante il processo, quello delle multe che lui mai ha messo in conto al partito e che sarebbero state prese dai due autisti che lavoravano con lui quando era consigliere regionale. Addirittura il Trota afferma di essere sceso a patti con Equitalia, come ogni comune mortale, per la rateizzazione delle multe.

Povero Renzo, tutti contro di lui, che non sapeva niente. Speriamo che gli altri membri del club “A mia insaputa” lo difendano. Loro sono i fondatori, sicuramente sapranno trovare le parole giuste per consolarlo.

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