Ricostruzione post-sisma: arriva la norma “Salva – nonna Peppina”



nonna peppina

Arriva la norma per risolvere il caso di nonna Peppina, la 95enne di San Martino di Fiastra (Macerata) sfrattata in seguito al terremoto

Il caso di Nonna Peppina aveva fatto scalpore già qualche tempo fa.

Sfrattata a 95 anni dalla casetta di legno che la famiglia le aveva donato Giuseppina Fattori  aveva dichiarato di voler  ”morire davanti alla sua casa vera, inagibile dopo il sisma del 30 ottobre 2016” a San Martino di Fiastra (Macerata).

La battaglia di Peppina si era però infranta contro un blitz dei carabinieri forestali che pur avendo concordato con le figlie dell’anziana l’esecuzione del sequestro giudiziario dell’immobile, si sono presentati con i sigilli e hanno invitato Giuseppina a lasciare l’abitazione.

L’anziana ha alloggiato nel container che le figlie le avevano comprato dopo il sisma del 1997, “riattrezzato” dopo il Terremoto dell’anno scorso ma ”abbandonato questa estate per colpa del caldo torrido”.

È stato nel mese di agosto che le figlie di Peppina hanno capito che il desiderio della loro mamma di rientrare a San Martino non poteva svanire nel nulla.

In paese possediamo un’area edificabile – diceva Gabriella – e volevamo far costruire lì una nuova abitazione per nostra madre.

In Comune ci hanno però spiegato che per la concessione edilizia i tempi sono lunghi, così abbiamo ripiegato sulla casetta di legno, rispettando tutte le altre norme.

Invece i Cc forestali hanno fatto un esposto al Comune e il sindaco ha dovuto firmare un’ordinanza di sospensione dei lavori.

Ma le figlie di Peppina sono andate avanti ugualmente, e hanno arredato la struttura in legno. È poi arrivata “la doccia fredda”: la telefonata dei Cc che preannunciava il sequestro.

Nei 5 comuni del cratere dell’alto Maceratese le casette di legno “abusive” sono circa 300  ma le autorità si sono accanite con una donna di 95 anni. L’anziana ha quindi ripiegato sul container, accudita da una delle figlie.

Ma oggi arrivano le belle notizie: arriva la norma per il caso di Giuseppina Fattori. L’hanno subito rinominato “emendamento salva Nonna Peppina”. Tra le misure previste dal decreto legge sul fisco, nella parte dedicata alla ricostruzione post-sisma, la norma che darà finalmente un po’ di serenità alla 95enne di San Martino di Fiastra.

Questo emendamento prevede che le case costruite per ” obiettive esigenze contingenti e temporanee” in edilizia libera, non vengano più “eliminate” nel termine dei 90 giorni ma chi ci vive possa rimanervi finché la propria abitazione non sia agibile o finché non si trovi una soluzione abitativa stabile.

La rimozione infatti dovrà avvenire solo “una volta ultimati i lavori di ricostruzione” o “all’assegnazione di una soluzione abitativa di emergenza”.

Leggi anche