29 Giugno 2018 - 15:38

Rider, quattro aziende potrebbero introdurre tutele

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Foodora, Foodracers, Moovenda e Prestofood, quattro aziende per la consegna di cibo a domicilio, potrebbe introdurre tutele per i rider

Il decreto sui Rider, su cui stanno lavorando il governo e il ministro Di Maio in queste settimane, ha posto all’attenzione nazionale il tema delle tutele dei lavoratori delle aziende di cibo a domicilio. Finora, gli unici interventi legislativi in materia (pochi) sono su base locale, come il caso della Regione Lazio, dove la giunta Zingaretti ha introdotto una normativa settoriale per ampliare le tutele.

Il prossimo 2 luglio, al Ministero dello Sviluppo Economico, si terrà un incontro con le parti sociali, ma alcune aziende hanno deciso di giocare d’anticipo. Quattro società, Foodora, Foodracers, Moovenda e Prestofood, hanno siglato la prima “Carta dei Valori”, impegnandosi  “a garantire le tutele ritenute fondamentali per i propri rider“.

Innanzitutto, vi è la previsione di “contratti di collaborazione coordinata e continuativa che prevedono copertura assicurativa Inail in caso di infortunio sul lavoro, della quale le aziende si faranno interamente carico, e tutele Inps“. Anche l’assicurazione integrativa trova spazio nelle tutele, per la “copertura di eventuali danni a terzi“. Si legge, inoltre, una dichiarazione d’intenti sul “compenso equo ed adeguato” e su “una base oraria“, oltre che “una componente variabile in relazione al numero di consegne”. Infine, “fornitura di dispositivi per la sicurezza individuale ed agevolazioni per il mantenimento dei mezzi utilizzati e nessun algoritmo reputazionale o ranking“.

Occorrerà vedere come procederanno i lavori; oggi il Ministro e vicepremier Salvini ha parzialmente critica la proposta di Di Maio affermando che c’è il rischio che danneggi le imprese. Il punto principale di ogni normativa sull’argomento è coniugare il lavoro di fatto subordinato svolto da questi lavoratori con il loro inquadramento contrattuale, che li fa figura, legalmente, come collaboratori a progetto e quindi come liberi professionisti (con tutta la mancanza di tutele contrattuali che ne deriva).