Roma..ntada, il sogno diventa realtà: è la vittoria di tutti

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Foto: Instagram Alessandro Florenzi

Da Di Francesco ai tifosi, passando per Dzeko, De Rossi e Manolas: la Roma ha fatto l’impresa nonostante i disastri arbitrali. Adesso i giallorossi sognano e Pallotta si getta nel Fontanone

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“Questa partita la sognavo da bimbo”. Radja Nainggolan, centrocampista della Roma, dichiarava questo nella conferenza stampa della vigilia del match tra giallorossi e Barcellona.

Una partita che vedeva la Roma sotto 1-4 dopo la partita d’andata, più per errori suoi (2 autogol) e sviste arbitrali (altrettanti rigori negati) che per merito degli avversari. Un uomo su tutti credeva nella rimonta e quell’uomo era Eusebio Di Francesco.

Il tecnico di Sambuceto ha sorpreso tutti e ha avuto ragione su tutto. Partendo dalla tattica: 3-4-1-2 (ma non diteglielo, per lui è 3-4-3) e dal primo minuto due giocatori come Juan Jesus e Schick, spesso nel mirino della critica.

Il compito del brasiliano era quello di tenere a bada un certo Lionel Andrés Messi, personaggio apparso a tratti nell’incubo dell’Olimpico, oscurato dall’ottima prestazione del numero 5 (che a Roma ricorda più Falcao).

Il centravanti ceco, invece, era alla sua prima apparizione ufficiale nel grande palcoscenico della Champions League. In coppia con Dzeko, svaria per tutto il campo (partendo da esterno, a detta di DiFra), può fare gol in due occasioni ma che comunque si prende gli applausi dell’Olimpico quando esce per far posto ad Under.

Partita stravinta tatticamente da Di Francesco (“un’idea nata la notte dopo la sconfitta contro la Fiorentina”), che batte Valverde per la seconda volta in carriera, sempre per 3-0 ma era un Sassuolo-Athletic Bilbao di Europa League. E al suo primo anno in una big, centra la prima storica qualificazione della Roma alle semifinali di Champions League. Mica male.

Dzeko, De Rossi e Manolas: il destino

Edin Dzeko a gennaio sembrava già vestire la maglia del Chelsea. Ma il suo ‘2 di Picche’ dato ad Antonio Conte ne è valsa la pena.

Il gigante bosniaco gioca forse la sua più bella partita da quando è alla Roma. Segna il gol che riapre i giochi (dopo quello dell’andata), da centravanti consumato, passando in mezzo ad Umtiti e Jordi Alba. Si sbatte, lotta, non molla un centimetro. Poi tocca a Piqué, che non ci capisce niente per tutto il match e per fermarlo, lo deve solo atterrare e concedergli il rigore (senza espulsione, da chiedere a Turpin perché) per il 2-0 di De Rossi.

Già De Rossi. Il Capitano che, all’andata, per anticipare Messi, mise a segno l’autogol dello 0-1, prendendosi anche numerose critiche. Sfodera una prestazione Mondiale, vedendo varchi di ‘Tottiana’ memoria e lanciando Dzeko per il gol del vantaggio. E’ glaciale dal dischetto e gioca una prestazione immensa, abbandonando anche la fase difensiva per andare ad aggredire in pressing.

Continuando il discorso degli autogol dell’andata, c’è anche Kostas Manolas nel tabellino tra andata e ritorno. Il centrale greco è stato definito “L’Uomo della Provvidenza” perché al minuto 81 ha regalato il 3-0 alla Roma, che significava una sola cosa: l’impresa è fatta, è semifinale. Una prestazione granitica, annullando letteralmente Luis Suarez e scoppiando in lacrime al triplice fischio di Turpin. E pensare che anche lui in estate era ad un passo dallo Zenit, ma poi fu Rudiger a partire.

Un destino che questa volta ha premiato la squadra giallorossa, restituendo tutto quello che aveva sprecato e gli era stato negato nella partita di andata.

Pallotta riconquista i tifosi con il tuffo a Piazza del Popolo

James Pallotta è sbarcato a Roma soltanto ieri per assistere all’impresa epica dei suoi calciatori. Il presidente americano è stato da sempre poco simpatico ai tifosi giallorossi e ha pensato un modo tutto suo per farsi amare.

Infatti, nella notte di caroselli dei tifosi giallorossi, il numero 1 giallorosso si è reso protagonista di un tuffo (vietato a norma di legge) nella Fontana di Piazza del Popolo. Il bagno è stato celebrato dai tifosi, che lo accompagnato a suon di cori e trombette.

Ecco il video realizzato da La Repubblica:

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