Sciopero autotrasporto a Salerno: fare scorte serve davvero?
In sintesi. Secondo Michele Mastromartino, manager della catena Etè e del Cash & Carry Moderna, fare scorte durante lo sciopero generale dell’autotrasporto in provincia di Salerno peggiora la situazione: pasta, farina, scatolame e olio non mancano, ma restano fermi nei magazzini. A rischio, al 21 ottobre 2026, sono i freschi della piattaforma bloccata di Gricignano.
I punti chiave
- Lo sciopero generale dell’autotrasporto rallenta i rifornimenti dei supermercati della provincia di Salerno, secondo quanto riferito da Michele Mastromartino in un’intervista a Le Cronache.
- La piattaforma freschi di Gricignano, da cui partono ortofrutta, carne, pesce, latticini, freschissimi e surgelati per la catena Etè, risulta bloccata.
- Secondo Michele Mastromartino, pasta, scatolame, farina e olio non hanno criticità di scorte, ma la loro uscita dai magazzini è bloccata.
- Nei supermercati della catena Etè le vendite di farina, pasta, acqua minerale e lievito sono state «ben superiori alla media», un fenomeno che Michele Mastromartino definisce «panic buying».
- Secondo Michele Mastromartino, se lo sciopero dell’autotrasporto durasse oltre 48-72 ore, lo scenario peggiore sarebbe una «drastica riduzione della profondità assortimentale», cioè meno varietà di prodotti, non scaffali vuoti.
Lo sciopero generale dell’autotrasporto rallenta i rifornimenti dei supermercati della provincia di Salerno. Per Michele Mastromartino, manager della catena Etè e del Cash & Carry Moderna, le scorte esistono ma sono ferme nei magazzini.
Michele Mastromartino ha descritto la situazione in un’intervista a Le Cronache. Secondo il manager, le consegne della prima mattina sono arrivate nei punti vendita grazie a partenze anticipate dai centri di distribuzione. Il manager ha però segnalato «diffuse difficoltà nella ricezione della merce in entrata».
Quali prodotti rischiano di mancare sugli scaffali salernitani
Il punto critico indicato da Michele Mastromartino è la piattaforma freschi di Gricignano, che risulta bloccata. Da quella piattaforma partono ortofrutta, carne, pesce, latticini, freschissimi e surgelati destinati ai punti vendita della catena.
| Categoria | Situazione secondo Michele Mastromartino |
|---|---|
| Ortofrutta, carne fresca, pesce, latticini a breve scadenza | Reparti più esposti: viaggiano su gomma ogni giorno |
| Surgelati | Criticità segnalate perché partono dalla piattaforma di Gricignano |
| Pasta, scatolame, farina, olio | Nessuna criticità di scorte, ma uscita dai magazzini bloccata |
Secondo Michele Mastromartino, la vicinanza dei produttori locali non aiuta. Il manager riferisce che tutte le principali ditte di autotrasporto hanno aderito allo sciopero e che le strade sono bloccate, quindi anche la filiera corta non riesce a consegnare.
Perché fare scorte peggiora la situazione
Nei supermercati della catena Etè è stato registrato un aumento delle presenze e dello scontrino medio nelle 24 ore precedenti l’intervista. Secondo Michele Mastromartino, le vendite di farina, pasta, acqua minerale e lievito sono state «ben superiori alla media».
Il manager parla apertamente di «panic buying» e chiede ai cittadini salernitani di non accaparrare beni.
«Il mio invito è di fare la spesa esattamente come si farebbe in una settimana normale, evitando gli accaparramenti. Questa corsa all’acquisto non fa altro che peggiorare la situazione»
Secondo Michele Mastromartino, comprare più del necessario crea un «effetto imbuto» artificiale. Gli scaffali dei beni a lunga conservazione si svuotano più in fretta del previsto, anche se la merce è disponibile nei centri di distribuzione.
Quando tornerà la merce: cosa si sa e cosa no
Non è stata resa nota una data di fine dello sciopero dell’autotrasporto. Il ritorno alla normalità dei rifornimenti dipende dalla durata della protesta e dalla riapertura delle strade.
Secondo Michele Mastromartino, se lo sciopero durasse oltre 48-72 ore lo scenario peggiore sarebbe una «drastica riduzione della profondità assortimentale»: meno varietà di prodotti sugli scaffali. Il manager non ha parlato di scaffali vuoti.
La direzione della catena sta cercando canali di approvvigionamento alternativi per aggirare i blocchi. Michele Mastromartino definisce l’operazione «molto difficile» per le condizioni della viabilità.
Sui prezzi, il manager prevede che un aumento strutturale del carburante costringerà la filiera agroalimentare a rivedere i costi nel lungo periodo. Non ha indicato rincari già in corso sui prodotti venduti nei suoi punti vendita.
Domande frequenti
Conviene fare scorte durante lo sciopero dell’autotrasporto a Salerno?
No, secondo Michele Mastromartino, manager della catena Etè e del Cash & Carry Moderna. Comprare più del necessario crea un «effetto imbuto» artificiale che svuota gli scaffali dei beni a lunga conservazione, anche se la merce è disponibile nei centri di distribuzione. Il manager invita a fare la spesa come in una settimana normale.
Quali prodotti rischiano di mancare nei supermercati di Salerno per lo sciopero dei camion?
Secondo Michele Mastromartino, i reparti più esposti allo sciopero dell’autotrasporto sono ortofrutta, carne fresca, pesce e latticini a breve scadenza, che viaggiano su gomma ogni giorno. Criticità riguardano anche i surgelati, perché partono dalla piattaforma freschi di Gricignano, che risulta bloccata.
Mancheranno pasta e farina nei supermercati di Salerno?
Secondo Michele Mastromartino, manager della catena Etè, per pasta, scatolame, farina e olio non ci sono criticità di scorte. Il problema dello sciopero dell’autotrasporto è che l’uscita di questi prodotti dai magazzini è bloccata.
Quando finisce lo sciopero dell’autotrasporto?
Non è stata resa nota una data di fine dello sciopero generale dell’autotrasporto. Il ritorno alla normalità dei rifornimenti nei supermercati della provincia di Salerno dipende dalla durata della protesta e dalla riapertura delle strade.
Lo sciopero dell’autotrasporto farà aumentare i prezzi nei supermercati?
Michele Mastromartino, manager della catena Etè, non ha indicato rincari già in corso sui prodotti venduti nei punti vendita della catena. Il manager prevede però che un aumento strutturale del carburante costringerà la filiera agroalimentare a rivedere i costi nel lungo periodo.
Immagine di repertorio
Fonte: Le Cronache
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