scuola

Aiuti agli studenti e fondi europei da destinare alle scuole sono alcuni punti del programma dell’esecutivo targato Mario Draghi

Dopo un anno di pandemia le scuole ancora chiuse dimostrano la sconfitta di un Paese ancora messo in ginocchio dal numero dei contagi giornalieri, ma sia per le scuole che per i giovani potrebbero esserci delle novità con l’arrivo delle risorse di Next Generation EU e non solo.

Potrebbe interessarti:

Recovery Plan e abbattimento del divario di genere e sociale

Nella bozza del Recovery Plan stilata a Palazzo Chigi un ampio capitolo è dedicato al futuro dei giovani e alla ripartenza della scuola. Il Presidente del Consiglio, intervenendo in una conferenza stampa ha dichiarato: “Vogliamo fermare l’allargamento del divario”, puntando soprattutto alle “donne e i giovani” e investendo al meglio le risorse che arriveranno dall’Europa. “Il nostro, il vostro successo in questo compito può essere anche un passo verso il recupero della fiducia nella legalità e nelle istituzioni, siano esse la scuola, la sanità o la giustizia”, ha sottolineato Draghi. “In questa sfida un ruolo cruciale è anche vostro, classi dirigenti. Ma un vero rilancio richiede la partecipazione attiva di tutti i cittadini”.

Con i fondi europei destinati all’Italia l’esecutivo pensa così di costruire “un grande piano nazionale contro povertà educativa e dispersione scolastica. Dobbiamo combattere il fatto che i ragazzi soprattutto del Sud non hanno tutti i servizi come nel Nord. A nord i bambini possono contare su una copertura dei nidi al 50% in Sicilia al 3%“. Queste dunque le misure che rientreranno nella grande manovra per rilanciare il Paese.

Giovani e scuola: le novità del Decreto Sostegni

Novità per la scuola anche nel Decreto Sostegni già pubblicato in Gazzetta, in questo caso la parola chiave è digitalizzazione. Il nuovo decreto infatti contiene un capitolo di 35 milioni da destinare al Sud per l’acquisto di dispositivi e strumenti digitali individuali da concedere in comodato d’uso a studentesse e studenti meno abbienti per le attività di didattica digitale. Si tratta di un intervento dedicato proprio per cercare di ridurre i gap digitali che con la pandemia e la didattica a distanza si sono acuiti fra gli studenti. Il Decreto sostegni inoltre indirizzerà 150 milioni per le attività di potenziamento dell’offerta formativa e il recupero delle competenze di base degli studenti.

Nel frattempo si lavora per costruire “una scuola affettuosa, una scuola per costruire l’affetto per gli altri e la socialità“, ha dichiarato il Ministro dell’Istruzione: “A scuola, dopo anni di individualismo, bisogna tornare ad una scuola di affetti di socialità. La scuola per la quale stiamo già lavorando in questi mesi è una scuola che permetta ai ragazzi di affrontare la complessità del mondo. Che abbia la capacità di affrontare cose drammatiche insieme”.

Letture Consigliate