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Rimasto solo a casa, ci sono poche cose da fare, come vedere un buon film per ossigenare la tua mente. Ecco i nostri consigli

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Sei nel pieno delle vacanze, ma hai deciso di non partire. Sei solo a casa e vuoi recuperare un film, lasciarti ad una riflessione personale e intima. Se stai cercando qualcosa di sensazionale, ecco i tre consigli di ZonMovie per chi rimane solo a casa. 

Il curioso caso di Benjamin Button di David Fincher

https://youtu.be/DF0fIZfvNDw

Ognuno di noi si è chiesto, o si chiederà prima o poi, come sarebbe vivere a pieno la vita, avendone già l’esperienza. Una possibile risposta la fornisce Il curioso caso di Benjamin Button, un film del 2008 che arreca la straordinaria firma di David Fincher. Il regista statunitense lo ha trasposto per il grande schermo da un racconto di Francis Scott Fitzgerald del 1922.

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Dal film Il curioso caso di Benjamin Button

La storia inizia nel 1860, quando Benjamin Button, nato il giorno della fine della Prima guerra mondiale, si rivela essere un neonato con l’aspetto e la salute di un novantenne. Con il passare degli anni l’anziano Benjamin Button, che sembrava destinato a morire in fasce, cresce, ma crescendo ringiovanisce. Un giovane Button (Brad Pitt), con la saggezza e la ponderatezza di un vecchio, che nel suo passato è stato costretto ad osservare e non ad agire, attraversa il Novecento americano e ci racconta la vita da un’altra prospettiva. Ma l’epilogo è lo stesso, e nonostante l’esperienza il giovane Benjamin Button dovrà affrontare come tutti il dolore. Anche l’amore con Daisy (Cate Blanchette) avrà il suo scotto: l’unico momento in cui potranno amarsi sarà all’incrociarsi delle loro età.

Ferro 3 – La casa vuota di Kim Ki-Duk

La solitudine può diventare un’esperienza nuova, irripetibile, quando l’immaginazione (ri)scrive una vita vuota, invisibile, ma che contiene un potenziale colorato e mistico. Kim Ki-Duk delinea il senso dell’amore, e dell’esistenza, attraverso immagini suggestive che dicono quello che è dentro l’animo di una donna circondata dal lusso ridondante, e di un giovane, che cerca di elevarsi sfiorando l’infelicità dell’altro. La poesia del regista si avverte infatti nei movimenti, nei silenzi, negli sguardi. I due s’incontrano tra sogno e realtà per creare, attraverso i corpi e i gesti, l’idea dell’amore. In bilico tra tangibile e immateriale, l’amore diventa come una pennellata, con cui Kim Ki-Duk dipinge i sentimenti che invadono l’uomo quando avverte la magia dell’unione. Dalla solitudine può scaturire l’osmosi tra intenti, che colma nel bisogno dell’altro tra mistero e confidenza. Infine, un altro elemento su cui gioca il regista orientale è l’attrazione per l’ignoto, che stimola man mano, fino a diventare missione reciproca. Si ama ciò che si immagina, in una boccata di aspettative e attese che devono ancora realizzarsi.

Fargo di Joel Coen

Fargo risponde perfettamente al trend degli ultimi anni, una sorta di film a puntate che racconta di un uomo ordinario, forse tra i più ordinari, che si ritrova a vivere un’avventura straordinaria. La serie ha le tinte nere del noir e bianche del Minnesota innevato con il volto di Martin Freeman, nei panni in questo caso, di un personaggio grottesco. Come molte serie tv di successo degli ultimi tempi, Fargo è come una sorta di film a puntate in cui si affronta un unico intreccio principale distribuito in dieci episodi. La serie va vista perchè ci fa capire di quante sfumature può essere fatto l’animo umano e di come in realtà anche le persone all’apparenza più innocue possono svelare lati oscuri. Tutto ciò è condito da un sottile humor nero che in alcuni momenti aumenta la tensione, come nel primo episodio in cui si scatena di tutto, in altri la stempera strappando anche qualche risata.

A cura di Rossella Della Vecchia, Annarita Cavaliere, Sara Formisano

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