Le sonde della NASA su Marte di 40 anni fa potrebbero aver distrutto tracce di vita

marte

Il 20 luglio del 1976 atterrò su Marte la sonda Viking 1 della NASA ed alcuni studi recenti portano a pensare che durante le analisi dei campioni del terreno eventuali sostanze organiche siano andate perdute

La missione in cui è stato sottoposto Viking 1 su Marte era quella di analizzare il terreno raccolto portandolo ad una temperatura di circa 500 gradi Celsius per poi scandagliare ciò che rimaneva con la speranza di trovare eventuali residui di sostanze organiche.

marte viking 1

Nel 2006, molti ricercatori accusarono la NASA di aver utilizzato degli strumenti troppo rudimentali per l’analisi del terreno. Invece, nel 2010 ecco spuntare un’altra teoria al riguardo: Viking potrebbe aver distrutto le prove a causa di una sostanza che è stata scoperta solo molti anni dopo la missione, il perclorato. Il perclorato è una sostanza tossica per l’uomo ed è utilizzata tantissimo per la fabbricazione dei fuochi d’artificio.

Una possibile spiegazione è stata rilasciata nel 2008: il perclorato ritrovato su Marte potrebbe aver contribuito a distruggere eventuali tracce organiche nel terreno esattamente un attimo prima che fosse analizzato. Precisamente nel momento in cui il rover ha portato a temperatura altissima i vari campioni di suolo bruciando ogni traccia di eventuali sostanze organiche.

Per fortuna, le sonde Viking hanno portato anche a delle scoperte uniche del suolo di Marte come, ad esempio, la scoperta del Clorobenzene che viene generato nel momento in cui le molecole di carbonio bruciano al contatto con il perclorato. Degli studi recenti condotti dal centro di ricerca LATMOS in Francia portano a pensare che anche la scoperta del clorobenzene possa essere una ulteriore dimostrazione del fatto che il rover Viking 1 ha accidentalmente distrutto le prove di eventuali sostanze organiche.

Di pronta risposta, però, la scienziata Guzman non si dice convinta di questa teoria, in quanto questo materiale organico possa esser stato trasportato anche dalla terra direttamente su Marte a bordo proprio delle apparecchiature della NASA.

Insomma, non ci resta che attendere eventuali svolte future per chiarire bene questa situazione che va ormai avanti da 42 anni.