Sporting Locri, parlano Lapuente e Modestia



Sporting Locri: la società calabrese che milita nel massimo campionato di Futsal italiano è costretta al ritiro a causa di minacce. Tutto il movimento è con loro

Può un’intera società che da lavoro ad oltre sessanta persone chiudere i battenti e darla vinta alla mafia o alla ‘ndragheta? Questa è una domanda che da qualche giorno molte persone in tutta Italia si stanno ponendo. Ebbene sì. Lo Sporting Locri, società sportiva calabrese per colpa di alcuni “idioti”, ha deciso di chinarsi con dignità a queste persone. È nato tutto nei primi giorni di Dicembre quando Ferdinando Armeni e Domenico Stilo, due pezzi grossi del sodalizio locrese, hanno trovato sulle rispettive autovetture dei biglietti intimidatori che recitavano: “Da fare in silenzio se non vuoi danni”.

I due dirigenti, rispettivamente Presidente e vice presidente, non hanno dato più di tanta importanza all’accaduto fino a un paio di giorni prima di Natale. Infatti, il 23 Dicembre Armeni ha trovato un ulteriore bigliettino  sul finestrino posteriore, in direzione del seggiolino utilizzato per la figlia di 3 anni e mezzo: “Resterai a terra come queste ruote… chi si siede qui solitamente?”

È quest’ultima minacci che ha colpito anche la sua famiglia che patron Armeni ha deciso di alzare bandiera bianca e di prendere l’amara decisione di ritirarsi dal campionato di Serie A Elite. Questa decisione ha sconvolto tutto l’ambiente calcistico, con il presidente Tavecchio: “Vergogna, porteremo a Locri le azzurre del calcio a cinque per testimoniare la nostra solidarietà. Il calcio italiano è unito contro la violenza e contro la vergogna di chi attraverso la minaccia non vuole si faccia sport. Esprimo massima solidarietà allo Sporting Locri, ai suoi dirigenti e alle sue tesserate, la Figc è al loro fianco. Andremo in Calabria affinché nel meridione d’Italia non si spenga una bella realtà di sport in rosa”. Al numero uno della FIGC gli fa eco anche Giovani Malagò: “Locri deve giocare. Il 10 gennaio voglio vedere le ragazze in campo. Lo sport italiano è al fianco della società Sporting Locri, dei suoi dirigenti, dei tecnici e soprattutto delle atlete che non devono assolutamente cedere a questi vergognosi gesti, intollerabili in un Paese civile. Sono a disposizione per qualsiasi iniziativa necessaria a far tornare le ragazze in campo”.

Già il 10 gennaio, riprenderà il campionato e lo Sporting Locri sarà atteso sul campo della Lazio. La formazione calabrese sarà presente? Il Presidente Armeni avrà ripensato alla sua scelta,che per lui vuol dire mettere da parte un pezzo di se? Noi non possiamo dar queste risposte e per questo noi di ZON.IT abbiamo contattato due persone dello Sporting Locri il tecnico spagnolo Willy Lapuente e l’estremo difensore calabrese Alessia Modestia.

“C’è poco da dire – commenta il tecnico Lapuente – le ragazze e io vogliamo andare avanti e giocare contro la Lazio il 10 Gennaio. Siamo contenti che tutta l’Italia sia con noi. Adesso tocca alla società decidere cosa fare. Noi, io e le mie ragazze vogliamo finire la stagione”.

Sporting Locri, parlano Lapuente e Modestia
Sporting Locri, parla Modestia

Lapuente cosi come le giocatrici spagnole e italiane attendono notizie in merito alla ripresa degli allenamenti fissata per il 4 Gennaio.

“Stiamo vivendo una situazione surreale”, esordisce cosi la saracinesca dello Sporting Locri Alessia Modestia, che poi aggiunge: “Siamo rimaste sicuramente spiazzate dalla decisione di chiudere la squadra. Se hanno però deciso così, noi non possiamo che rispettare questa scelta e ringraziarli di vero cuore per ciò che in questi anni hanno fatto per noi e per l’intera realtà locrese. Per noi non finire il campionato vorrebbe dire buttare all’aria mesi di duro lavoro e di sacrifici. Ognuno di noi ha dato tanto per questa causa, ognuno di noi sa dove questa squadra può arrivare, e di certo non vuole arrendersi proprio ora. Non vogliamo dare modo a 4 “balordi” di impedirci di vivere il nostro sogno. Spero vivamente che si riesca a trovare al più presto una soluzione per continuare, noi il 10 vogliamo scendere in campo, siamo tutte unite nell’intento di non mollare. Forza Sporting Locri!”.

Se mister Lapuente e le ragazze sono unite per scendere in campo il 10 gennaio, non è dello stesso parere il Presidente Armeni che ha ringraziato tutti per i tanti messaggi d’affetto che hanno riempito la sua bacheca, ma il numero uno dello Sporting Locri sembra deciso a dire basta.

“Ringrazio tutti per la vicinanza ed il sostegno, ma la serenità non c’era prima e non c’è ora per cui non torno indietro. Se qualcuno è disposto a rivelare la società la cedo gratis”. Armeni poi su sofferma sulla possibile ‘ndragata: “Sono sciacalli dementi che hanno rovinato tutti. Ora se ne va un pezzo di me per sempre, ma questa vicenda fa male a Locri e a tutta la Calabria. Mi chiedo: una volta che ti attaccano cosi perché andare avanti?”

Intanto nelle ultime ore la Procura ha assegnato una scorta ai due dirigenti. Tutto l’ambiente ora si aspetta una mano reale da tutto il mondo del calcio, nella speranza che quando detto dai massimi dirigenti (Tavecchio e Malagò solo per citarne alcuni) non finiscano nel dimenticatoio e spengano la piccola luce di speranza che è rimasta per queste ragazze che come obbiettivo vogliono solo scendere in campo e onorare la maglia che indossano, ora più che mai!

Clicca qui per le dichiarazioni di Patrizia Panico al TG1.

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