Stati Uniti: la bomba Trump si scatena sull’FBI



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Continua senza sosta l’opera di pulizia del presidente Donald Trump ai vertici degli Stati Uniti. L’ultimo bersaglio è Andrew McCabe, ex numero due dell’FBI

Tra Donald Trump e l’FBI è guerra aperta. Continua senza sosta l’opera di pulizia voluta dal presidente ai vertici degli Stati Uniti. Nella notte, il ministro della Giustizia Jeff Sessions ha licenziato l’ex numero due dell’FBI Andrew McCabe.

McCabe era nel mirino di Trump già da qualche mese, ed è stato accusato di aver fornito false notizie ai media, peccando di sincerità anche sotto giuramento. Il vice sarebbe dovuto andare in pensione domenica.

Non è certo la prima notizia a riguardo. Come Rex Tillerson pochi giorni fa, anche Andrew non era stato avvertito del licenziamento. E ciò ha suscitato le reazioni proprio di McCabe, che ha attaccato il presidente, reo di condurre una guerra contro l’FBI per via del Russiagate.

Sono stato licenziato per indebolire le indagini sulle interferenze russe sul voto e per screditarmi come possibile test nell’inchiesta. Sono stato preso di mira e trattato in questo modo per il ruolo che ho avuto, le decisioni che ho preso e gli eventi a cui ho assistito dopo il licenziamento di James Comey. È incredibilmente ingiusto per la mia reputazione dopo 21 anni di carriera. Il vero danno è fatto all’FBI e al procuratore speciale.” ha dichiarato McCabe.

Ma la lista delle persone papabili per il licenziamento non è finita. Vi sono altre voci che fanno tremare ancora di più i dipendenti dell’amministrazione. John Kelly, capo dello staff della Casa Bianca, ha provato a stemperare gli animi. Ma ciò non è servito, anche perché lo stesso Kelly rientrerebbe nella lista, insieme al consigliere per la sicurezza nazionale H. R. McMaster.

Una vera e propria epurazione dal sapore dittatoriale. Che il vero pericolo non sia Kim Jong-un?

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