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Questo pomeriggio al Senato e mercoledì alla Camera, Conte porterà la risoluzione del Governo di estendere lo stato di emergenza al 31 Ottobre 2020

Una due giorni di fuoco attende il Premier Giuseppe Conte che questo pomeriggio al Senato e domattina alla Camera dei Deputati, porterà la risoluzione del Governo di estendere lo stato di emergenza (che scade venerdì 31 Luglio) al 31 Ottobre 2020.

Con un’opposizione nettamente contraria, anche nella maggioranza non mancano le frizioni: se Italia Viva chiede sì una proroga dello stato di eccezionalità ma fino al weekend elettorale del 20 e 21 Settembre prossimi, il Partito Democratico, per bocca del capogruppo in commissione Affari Costituzionali Stefano Ceccanti, chiede che al decreto di proroga sia accompagnato anche un provvedimento che limiti il raggio d’azione del Premier.

Oltre che sulla proroga dello stato d’emergenza, l’Aula domani sarà chiamata ad esprimersi anche su un nuovo scostamento di bilancio: tra qualche giorno, poi, Conte dovrebbe aprire il tavolo per costruire il cronoprogramma dell’utilizzo delle risorse del Recovery Fund. Vi parteciperà il Parlamento tutto e anche gli enti locali, rappresentati da Anci, Regioni, Upi e Uncem.

Bicamerali sì o no?

A chi sarà affidata la regia per la costruzione del piano di utilizzo del Recovery Fund? Le strade più battute al momento sembrano essere due: la costituzione di una commissione bicamerale ad hoc, o di due commissioni speciali, una al Senato (con presidenza affidata a Fi, ipotesi sulla quale la pentastellata Lezzi frena) e una alla Camera (a presidenza Pd).