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Strage di San Valentino: 92 anni fa, per mano di Al Capone, avveniva uno degli episodi più famosi nella storia della criminalità organizzata del ‘900. Iniziava la supremazia della mafia italo-americana

Era il 14 Febbraio del 1929, poco prima che l’America si sarebbe ritrovata sull’orlo del collasso economico provocato dal crollo di Wall Street, nel pieno dell’epoca del Proibizionismo. Figlio di due immigrati italiani, Al Capone cresce nelle strade di New York, venendo subito in contatto con il mondo della criminalità. Appena ventenne si traferisce a Chicago, dove inizia la sua scalata che lo avrebbe portato a diventare il più famoso gangster della Storia americana.

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Ed è proprio nella città dell’Illinois, che è lotta aperta tra italiani e irlandesi per il traffico illegale di alcolici dopo l’emanazione del Wolstead Act (1919). Questa legge, fortemente voluta dall’ala americana conservatrice, impediva la produzione, diffusione e il consumo di alcolici su tutto il territorio nazionale. A Chicago, due bande avevano il controllo della città e si contendevano il mercato della vendita illegale di alcolici: la prima con a capo Al Capone e la seconda che aveva come leader l’irlandese George Bugs Moran. Al Capone controllava il “sud” del territorio, mentre a Bugs Moran spettava la parte del “nord”.

Ma Al Capone vuole il potere assoluto e decide di giungere alla resa dei conti. Quel 14 Febbraio 1929, nella metropoli americana cade una fitta neve e soffia un freddo intenso. All’indirizzo “SMC Cartage Company” di 2122 di North Clark Street, si ferma una macchina nera scintillante. Scendono quattro uomini, mentre un altro rimane in attesa al volante. Quest’ultimo era l’autista e luogotenente di Al, Sam Giancana. Travestiti da poliziotti, inscenando un controllo delle forze dell’ordine, i quattro riescono a ingannare gli scagnozzi di Bugs Moran, mettendoli spalle a muro e confiscando loro tutte le armi. Subito dopo la strage: tutta la banda rivale viene uccisa dopo che erano stati sparati una cinquantina di colpi.

L’unico a scampare al massacro, fu proprio Bugs Moran. La neve gli aveva impedito di trovare un taxi che lo avrebbe portato al garage. Fu proprio questo piccolo inconveniente a salvargli la vita. Impossibilitato a trovare un mezzo di trasporto, Moran giunge a piedi al luogo dell’incontro, arrivando in ritardo. Sospettando un’ispezione della polizia, nel vedere l’uomo in uniforme che attendeva in macchina, il boss decide di nascondere e restare da parte. Nella stanza vi era inoltre un uomo molto somigliante all’irlandese che venne dato per morto. Il crimine per molti anni rimase irrisolto e la verità venne alla luce solo 40 anni dopo. Al Capone, infatti, si era costruito un alibi ad hoc, visto che quel giorno aveva fatto in modo di trovarsi a Miami per farsi interrogare da un giudice federale. Venne arrestato anni dopo, per una banale questione fiscale.

Dopo quest’episodio Moran lasciò Chicago e di lui si persero le tracce. Si è molto discusso sul perché sia stata scelta proprio la data di San Valentino. L’ipotesi più accreditata sembra sostenere che il 14 Febbraio era un giorno particolarmente redditizio per i gangster, visto che gli americani erano soliti scambiarsi del whisky con frasi romantiche stampate sopra le bottiglie.

Dopo la sua sparizione Capone prese il monopolio di Chicago, dando inizio alla supremazia della mafia italo-americana. La strage di San Valentino passerà poi alla storia come uno degli episodi più famosi nella storia della criminalità organizzata del ‘900 americano; che avrebbe poi ispirato il plot del film di Billy Wilder “A qualcuno piace caldo”.

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