Svolta nel Partito Laburista: Corbyn nuovo Leader

È ufficiale, Jeremy Corbyn sarà la nuova guida dei laburisti. La notizia è stata annunciata poco dopo la mezzanotte del 12 settembre, a seguito di una conferenza speciale tenuta dal partito

Il deputato 66enne, rappresentante per il seggio londinese di Islington, era in corsa con i candidati Andy Burham, Yvette Cooper e Liz Kendall. Il nuovo leader è stato eletto grazie alle primarie, la cui grande partecipazione è testimoniata dai 423 mila votanti sui 554 mila aventi diritto, affluenza, secondo la BBC, del 76,3 %. Corbyn ha sostituito, così, l‘ex segretario Ed Miliband, dimessosi in seguito all’esito disastroso delle elezioni del 7 Maggio, che avevano portato a una nuova vittoria dei Conservatori a Westminster.

Il neo-presidente rappresenta gli ambienti della sinistra radicale britannica, ma anche gli ambienCorbynti dell’anti-austerity, in fermento ormai da tempo nel panorama della politica nazionale inglese. Il suo programma è molto vicino alle posizioni della greca Syriza e dello spagnolo Podemos. Corbyn ha dichiarato di voler combattere la propria battaglia su due fronti. In politica interna egli intende contrastare la linea dura del governo conservatore, proponendo maggiori tasse ai ceti benestanti, la nazionalizzazione dei servizi primari del paese e, inoltre, un impegno più forte nella tutela dei migranti siriani.
In politica estera, le posizioni del nuovo leader sono dichiaratamente anti-monetariste, ma anche favorevoli a un dialogo con la Russia di Putin e i cosiddetti paesi Brics, estranei alle logiche geopolitiche della Nato.

Nei confronti del “laburista rosso”, non sono ovviamente mancate le critiche di ex esponenti del partito, quali Tony Blair e Gordon Brown, preoccupati per la nuova svolta radicale. Certamente, Corbyn può rappresentare tutto meno che il tradizionalismo politico inglese. Tuttavia, egli potrebbe rivelarsi una speranza per gran parte del popolo britannico, ormai esausto dalle pretenziose e austere politiche dei governi precedenti.