Taranto tra ieri, oggi e domani

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Come ogni inizio settimana, A ZONzo vi condurrà tra le bellezze di una località tutta da scoprire. Questo lunedì è la volta di Taranto, nella meravigliosa terra pugliese

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Anche il mese di maggio è giunto quasi agli sgoccioli, la calura e le giornate soleggiate fanno già immaginare le lunghe passeggiate in riva al mare e le piacevoli escursioni estive. Questo lunedì A ZONzo vi proporrà un itinerario inedito tra le bellezze della ricca Taranto, tra architetture secolari e segni contemporanei.

La fondazione di Taranto vanta un primato tutto particolare: è l’unica colonia spartana in Italia che secondo la leggenda fu fondata nell’VIII secolo a.C. ad opera dei Partheni, guidati dal responso favorevole dell’Oracolo di Delfi. La città divenne ben presto un ricchissimo centro della Magna Grecia, luogo di grande importanza artistica e culturale le cui tracce si possono riscontrare nei resti dell’antico tempio dorico (di cui sono visibili solo due colonne), e soltanto nel 272 a.C. fu sottomessa al dominio romano. Lentamente perse la sua egemonia nel territorio, fino a quando in epoca medievale, conquistata da Roberto il Guiscardo nel 1063, divenne un potente feudo con titolo principesco.

Attualmente è conosciuta (purtroppo) soprattutto per le spinose vicende legate allo stabilimento Ilva, ma la città è custode di innumerevoli meraviglie che A ZONzo, per ora, illustrerà in parte. Altra attrazioneTaranto di Taranto è il cosiddetto Ponte Girevole, dedicato a San Francesco di Paola, che ha il compito di collegare l’isola del Borgo Antico alla penisola del Borgo Nuovo e che viene azionato in determinati momenti per il passaggio di navi di grandi dimensioni dal Mar Grande al Mar Piccolo. Inaugurato nel 1887 e realizzato su progetto dell’ingegnere Giuseppe Messina, il ponte fu costruito in parte a ridosso del Castello aragonese distruggendo una delle torri di cui era provvisto.

Castel Sant’Angelo, meglio conosciuto appunto come Castello aragonese, ha origini antichissime: secondo i rilevamenti archeologici sorge su precedenti strutture greche e presenta una singolare stratificazione che giunge fino a tempi più recenti (con la modifica dovuta alla costruzione del Ponte Girevole). L’attuale castello è un rifacimento della preesistente fortezza normanno-sveva-angioina, la quale non rispondeva più alle esigTarantoenze difensive di Taranto. Fu così che nel 1492, mentre Cristoforo Colombo scopriva l’America, l’architetto senese Francesco di Giorgio ultimò l’edificio, composto originariamente da cinque torri di varia grandezza. Le due torri rivolte verso il borgo presero il nome di Annunziata e Bandiera, mentre le altre tre, più basse e rivolte verso il mare, furono dedicate a San Cristoforo, San Lorenzo e Sant’Angelo. Quest’ultima fu la torre demolita in seguito alla realizzazione del Ponte. Dopo qualche anno però la fortezza cadde in disuso e venne adibita successivamente a carcere militare.

Dal 2003 la Marina Militare in collaborazione con studiosi ed esperti ha condotto i lavori di restauro che hanno permesso oggi di aprire al pubblico gran parte della struttura. Infatti è possibile visitare il castello accompagnati da una guida d’eccezione della Marina Militare, che tra aneddoti e leggende illustra le varie aree e le loro stratificazioni storiche. È possibile visitare il castello in determinati orari in piccoli gruppi, per maggiori inforTarantomazioni consultare il sito www.castelloaragonesetaranto.com.

Nel raggiungere la tappa successiva, situata sull’isola del Borgo Antico, non possiamo non volgere lo sguardo verso la bellezza degli scorci dei vicoletti, dagli antichi palazzi un tempo maestosi e che oggi mostrano una trascuratezza malinconica. Segni della contemporaneità sono i vari murales che puntellano il centro storico: essi mostrano con un’ironia pungente i paradossi della vita moderna e la difficile realtà tarantina.

Tra le bellezze architettoniche di Taranto non si può certo ignorare la Cattedrale di San Cataldo, la quale vanta di essere la più antica cattedrale della Puglia. Fondata nell’XI secolo in seguito alla conquista normanna, le origini del culto in quell’area erano però ben più antiche ed attestate fin dal V secolo. L’attuale chiesa fu costruita per volontà dell’Arcivescovo normanno Drogone al quale viene attribuito il merito di aver rinvenuto, durante i lavori, le reliquie di San Cataldo da Rachau, vescovo irlandese morto a Taranto tra il VI e il VII secolo. La varietà di stili della cattedrale si può ravvisare sin dall’esterno, dove una facciata settecentesca convive con le forme più austere delle pareti laterali in stile romanico, con finti loggiati, arcate cieche, semicolonne e muratura a vista.

Taranto
Taranto tra ieri, oggi e domani

L’interno presenta una tipica pianta a tre navate, suddivise da due file di nove colonne per lato, le quali sono caratterizzate dall’estrema disomogeneità formale: capitelli corinzi di evidente derivazione classica si alternano a tipici capitelli istoriati della tradizione romanica, oppure a motivi ornamentali di stampo arabo e bizantino. Quello che cattura subito l’attenzione rispetto l’immensa struttura è sicuramente il pavimento mosaicato che circonda l’area dell’altare, che raffigura Alessandro Magno che ascende al cielo con l’aiuto di due grifoni. L’inusuale iconografia in realtà rappresenta un chiaro messaggio di supremazia della chiesa latina rispetto quella greco-bizantina.

Altro ambiente degno di nota è sicuramente il cosiddetto “Cappellone” realizzato nel 1637 su volere dell’Arcivescovo napoletano Tommaso Caracciolo. Lo stile è inconfondibilmente del barocco napoletano, nelle forme grandiose della cappella, dalla pianta ellittica e completamente ricoperta di marmi e affreschi. Altra impronta napoletana sono le statue di San Giuseppe e San Giovanni Gualberto situate nel vestibolo, ad opera del celebre scultore Giuseppe Sammartino (autore ad esempio del Cristo velato), insieme all’opulento affresco della volta, firmato da Paolo De Matteis, raffigurante la Gloria di San Cataldo con storie del santo.

La Cattedrale, inoltre, presenta ancora la Cripta originaria, con pianta a croce e colonne di reimpiego, alla quale si accede tramite delle scalinate ai lati dell’altare. Particolarità di questo ambiente è la presenza di una serie di affreschi databili tra il XIII e il XIV secolo, giunti pressoché intatti, anche se difficilmente osservabili data la scarsa luce. Lo stile è di matrice bizantina anche se presenta ormai i caratteri occidentalizzati tipici della pittura duecentesca.

Taranto
Taranto tra ieri, oggi e domani

Spostandoci dal centro antico decidiamo di dirigerci verso un esempio di architettura estremamente moderno: la Concattedrale Gran Madre di Dio, nel cosiddetto Borgo Nuovo. Progettata dall’architetto milanese Gio Ponti, la Cattedrale fu inaugurata nel 1970 e si mostra come un edificio avveniristico capace di capeggiare in maestosità e grazia con la sua “collega” più antica. I trafori e i giochi geometrici della facciata ricordano dei merletti fatti a mano, e le vasche nella quale si specchia rappresentano la caratteristica e l’elemento principale di Taranto: il mare.

L’itinerario si conclude qui, dopo aver attraversato la storia di Taranto dal “ieri” fino all’oggi e al domani, una città in cui convivono i vari tempi della storia incastrandosi a perfezione per formare il tratto che contraddistingue questa come tante città italiane, le cui vicende e bellezze culturali sono impossibili da riassumere in poche righe. Le immagini che proponiamo nella gallery possono solo in parte mostrare le meraviglie di questo luogo al quale vi invitiamo a visitare approfittando dell’estate che avanza. A ZONzo vi dà appuntamento al prossimo emozionante viaggio!

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Updated on 27 July 2021 - 07:57 07:57