Taser, l’arma non arma che potrebbe fare danni



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Taser, l’arma non arma che potrebbe creare problemi al nostro Paese. Parte la sperimentazione tra le forze dell’ordine

Nel giorno degli ottant’anni delle leggi razziali (firmate da Vittorio Emanuele III il 5 settembre 1938 quale primo provvedimento approvato dal fascismo per volere del Duce), quasi per una strana coincidenza, partono le grandi manovre inerenti la sicurezza italiana.

Infatti, dando seguito ad un provvedimento dell’allora Ministro Alfano, viene inaugurata la stagione del Taser, da parte del Viminale, per le forze dell’ordine.

Con un clima di allerta perenne da diverso tempo, questa arma non arma potrebbe generare una serie di contraddizioni a seguito di problemi mai affrontati realmente in precedenza.

Classificato da ONU e Amnesty International quale strumento di tortura, il Taser si appresta a prendere piede in uno Stato ancora in difficoltà su questioni cruciali quali la Diaz, i casi Cucchi (che ha generato nuove polemiche dopo il trailer del film dedicato) e Uva e tanti altri piccoli incidenti di percorso mai discussi con la dovuta serietà.

In mancanza di una vera e propria legge sulla tortura, quindi, l’Italia, mai come in questo periodo di diffidenza generale, si potrebbe ancora una volta trovare in un limbo giuridico/pratico che non solo avrebbe il merito di generare situazioni al limite del gestibile ma anche un rafforzamento dello scontro tra tifoserie opposte.

A ciò si associa anche una recente polemica negli Stati Uniti sull’uso dei Taser, dove i cittadini più di una volta hanno denunciato l’eccesso di forza della polizia locale.

Infine si aggiunge la beffa tipicamente italica.

La sperimentazione avverrà con Taser del 2011, quindi sostanzialmente datati, e per di più basata esclusivamente su un fornitore anche concessionario senza gara.

La falla nella sperimentazione potrebbe creare un futuro blocco da parte dell’ANAC e, in sostanza, un nulla di fatto tanto in termini di sperimentazione (che andrebbe a farsi friggere qualora ci fossero nuovi fornitori in caso di futura gara) quanto in termini di discussione (questa volta seria) su un apparecchio troppe volte sottovalutato ma dalla pericolosità enorme se gestito dalle mani sbagliate.

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