Tavecchio, cronaca di una farsa



tavecchio, ventura

In principio furono le “Banane” che, secondo Tavecchio, Optì Pobà mangiava prima di venire alla Lazio, poi ci furono le donne che, disse: “Si pensava che fossero handicappate rispetto al maschio, ma abbiamo riscontrato che sono molto simili”

Adesso sono gli ebrei che sempre secondo lui: “Meglio tenerli a bada…”; o gli omosessuali: “Teneteli lontano da me”.

Queste ultime sono dichiarazioni che il presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, ha rilasciato, in forma privata, a un giornalista del giornale Soccer life.

Nessuno si aspetta che Carletto sia un fine intellettuale, e anzi, molto spesso, suscita persino tenerezza, per quanto sia indifendibile e grossolano, ma che almeno sia in grado di ponderare le proprie dichiarazioni, che accenda il cervello prima di parlare.

È pur sempre il presidente di una delle federazioni più titolate al mondo…

Il problema è che Tavecchio sembra quasi non rendersi conto della gravità di ciò che dice, e si lascia andare in dichiarazioni a braccio, con tutta la leggerezza che dovrebbe essere estranea al ruolo istituzionale che ricopre.

Adesso molti chiedono che Tavecchio si assuma la responsabilità delle sue dichiarazioni e che si dimetta.

Lui dice di essere vittima di un complotto, di essere caduto in una trappola, il che è probabile, visto il modo in cui queste ultime dichiarazioni sono venute fuori, ma chissà perché non si fa fatica ad attribuirgliele quelle frasi, quei pensieri.

Un episodio apocrifo della Prima Guerra Mondiale racconta di un telegramma spedito dai tedeschi agli austriaci per aggiornarli sulla situazione al fronte.

Il telegramma pare recitasse: “Qui la situazione è seria, ma non è tragica” e si racconta che, invece, gli austriaci avessero risposto che sul fronte italiano; “La situazione è tragica, ma non è seria”.

La domanda che ci poniamo è, perché? Perché in Italia tutto debba finire sempre in farsa?

Perché questo Paese deve sempre essere rappresentato da personaggi fantoccio?

Tavecchio non si dimetterà, probabilmente, ma del resto per far spazio a chi? A Gaucci?

Ci rifiutiamo di pensare che sia quello che ci meritiamo, che in qualche modo siano lo specchio di una nazione.

Perché ormai la situazione non si è fatta solo tragica, si è fatta pure seria.

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