the witcher

Disponibile dal 20 dicembre 2019 sulla piattaforma streaming Netlifx, The Witcher è una serie televisiva fantasy di produzione polacca-statunitense, trasposizione telefilmica della Saga di Geralt di Rivia, scritta da Andrzej Sapkowski, che nella serie ha supervisionato la sceneggiatura

6 romanzi accorpati in 2 raccolte, una trilogia videoludica, un film (dimenticato), fumetti e sul tramontare del 2019, ecco la serie televisiva sorgere su Netflix. The Witcher aumenta il suo bacino mediatico e dopo il successo dei romanzi e dei videogiochi, pronta a entrare nei cuori degli spettatori televisivi.

The Witcher è disponibile ora su Netflix

Disponibile dal 20 dicembre 2019 su Netflix, The Witcher è una serie televisiva fantasy che si colloca immediatamente tra i prodotti on-demand più discussi e apprezzati dell’anno che sta per terminare. In un mercato televisivo che vede la produzione di molteplici serie tv, il genere fantasy è pressoché ridotto all’osso e dopo la conclusione – non troppo felice – di un must come Game of Thrones, ecco Netflix cercare di sfruttare il genere per creare un nuovo titolo che possa incidere nella cultura collettiva.

Di The Witcher il pubblico già conosceva molti dettagli: apprezzati i romanzi e i videogiochi, i fan hanno accolto con trepidazione la serie che solo pochi giorni fa è stata resa disponibile su Netflix. La lunga attesa (l’annuncio ufficiale della serie fu fatto esattamente 2 anni fa) è stata ripagata e The Witcher è divenuto uno dei titoli più discussi degli ultimi giorni.

Magia e potere: come l’una influenza l’altro

The Witcher possiede i classici elementi del genere fantastico: un mondo abitato da esseri umani, elfi, nani e tante altre “razze”, non sempre in perfetta armonia tra loro. Diversi regni si contendono il potere e gli scambi mercantili. Ma l’occhio di riguardo della serie va verso le persone dotate di poteri magici. Abbiamo, per l’appunto, i witcher, mutaforma capaci di muoversi nel buio e dotati di una forza superiore all’essere umano. Geralt di Rivia, interpretato da Henry Cavill, è il protagonista della nostra storia, ma il suo carattere irascibile e meschino dovrà fare i conti col proprio destino, pronto a metterlo alla prova.

Il destino è infatti una tematica che torna prepotentemente nella storia di The Witcher. Ad affiancare il personaggio carismatico di Geralt, infatti, ci verranno ben presto presentate la Principessa Cirilla, un’indifesa erede al trono che vede cadere il proprio regno e la propria famiglia, e la strega Yennefer, giovane deforme dotata di poteri fuori dalla propria portata, desiderosa di riscatto verso gli altri e verso se stessa. I tre attori protagonisti spiccano per le loro doti recitative: su tutti un ritrovato Henry Cavill che dopo l’insuccesso nei panni di Superman nel DCEU trova nuova linfa e un Geralt scritto perfettamente per lui.

3 personaggi, 3 timeline

Le tre linee narrative costituiranno ben metà stagione anche tre linee temporali diverse. Ciò potrebbe confondere gli spettatori più inesperti, ma la sceneggiatura scorre liscia, bisognosa di un po’ di tempo per ingranare, facendoci subito affezionare ai luoghi e soprattutto ai personaggi. L’elemento fantasy non tarda mai a farsi attendere, presente sia sottoforma di incantesimi che nei combattimenti, sempre ben diretti e avvincenti. Non da meno sono la fotografia e la scenografia di The Witcher, in cui una fetta di questa prima stagione potrà ricordare a molti le vicende già viste ne Il Signore degli Anelli – La Compagnia dell’Anello.

Ma ciò a cui The Witcher si ispira è prevalentemente se stesso. Restare coerenti e fedeli con le opere da cui una serie televisiva è trasposta spesso sono premesse che vengono a mancare. Eppure The Witcher è trasposto correttamente rispetto sia al libro, sia alla saga videoludica, quest’ultima in particolar modo richiamata da alcune canzoni che compongono la bellissima colonna sonora. Ad esempio, la canzone che possiamo udire nei titoli di coda del secondo episodio, è già un cult (“…Dona un soldo al tuo Witcher, che protegge tutti…”).

Il futuro di The Witcher: sulle orme di Game of Thrones?

Nonostante in alcuni frangenti la computer grafica non risulti all’altezza e la trama possa risultare particolarmente prevedibile, The Witcher è un prodotto decisamente valido. Sicuramente non il migliore dell’anno, ma tra i migliori senza dubbio.

Il punto forte, venutosi a creare dopo questi primi 8 episodi (durata di circa 60’ l’uno) che compongono la prima stagione, è che The Witcher abbia creato le basi per poter tirar su un grande prodotto fantasy per l’immediato futuro. Il finale, infatti, possiamo già anticiparvi che è più che aperto, inoltre, dati i primi ascolti di Netflix, la serie sta fin da subito riscuotendo successo. È più che ovvio aspettarsi un continuo per The Witcher, altre stagioni che potranno rendere questo prodotto televisivo la nuova frontiera del fantasy.

Un’eredità lasciata da Game of Thrones, la serie dell’HBO terminata tra le polemiche lo scorso aprile ha segnato così tanto i canoni del genere fantastico per la televisione che saranno più che scontati i paragoni con The Witcher. Le premesse per The Witcher di raggiungere il successo planetario in futuro, ci sono tutte.