Thor: Ragnarok, terzo capitolo della saga del dio norreno del tuono, in uscita nelle sale cinematografiche italiane dal 25 ottobre

“Thor: Ragnarok” è il terzo capitolo della saga dedicata al dio norreno del tuono targato Marvel. Nel primo capitolo della saga abbiamo trovato un film non particolarmente pregno di azione, per passare poi alla catastrofe del secondo film “Thor: The dark world”, ma in questo terzo capitolo la musica è completamente cambiata.

Alla regia di questo nuovo Thor troviamo Taika Waititi (What We Do in the Shadows) che riesce sicuramente a trasmette al film una vena molto più ironica e coinvolgente. Già dalla prima scena si capisce l’intenzione di voler portare Thor sugli stessi canoni di comicità e commedia a cui ci avevano già abbondantemente abituato altre saghe del mondo Marvel, come “Iron Man”, “Spiderman” e la più commedia di tutti “Ant-Man”.

Un nuovo “Guardiani della Galassia”?

Sia per la colonna sonora che per le ambientazioni e colori usati nel film, lo spettatore non può che non notare la stretta relazione che intercorre tra “Thor: Ragnarok” e i primi due capitoli della saga dei “Guardiani della Galassia”. Questa stretta interconnessione tra i due film è sicuramente stata un’ottima scelta per portare alla ribalta una delle saghe meno coinvolgenti della MCU, ma da un altro punto di vista potrebbe essere stata una scelta non troppo azzeccata.

Proprio per questo parallelismo, il nuovo capitolo di Thor potrebbe non aver acquisito quella nota di originalità che dovrebbe caratterizzare ogni supereroe Marvel. Una scelta azzeccatissima è sicuramente nella colonna sonora: sia all’inizio del film che in altre scene successive, le immagini sono accompagnate da una delle canzoni rock più iconiche degli anni ’70, ovvero “Immigrant Song” dei Led Zeppelin, che ritroviamo in pochissimi altri prodotti cinematografici.

Vecchi e nuovi personaggi

Per quanto riguarda i personaggi principali non è cambiato più di tanto: Thor, interpretato dal solito Chris Hemsworth, Loki, interpretato da Tom Hiddlestone, e Heimdall, interpretato da Idris Elba. Le novità le troviamo principalmente in un “non solito” Hulk, sempre interpretato da Mark Ruffalo: in questo film è proprio il mostruoso eroe verde che riesce a spiccare sulla personalità del dottore Bruce Banner; troviamo un Hulk più “umano” e soprattutto divertente, capace anche di fare della sana ironia. Forse proprio per questo però gli appassionati dei fumetti nonché dei film sono restati con un po’ di amaro in bocca: l’Hulk imprevedibile e “spaccatutto” viene rappresentato come un qualcosa di controllabile, contrariamente a quello a cui eravamo abituati.

Il ruolo del Granmaestro è stato affidato a Jeff Goldblum: questo è uno dei nuovi personaggi che troviamo all’interno del film; il Gran Maestro, o “The Grandmaster”, è uno degli Antichi dell’infinito, ultimo superstite di un’antichissima civiltà, dedito al gioco in ogni sua forma.

Altro nuovo personaggio è stato affidato a Tessa Thompson che interpreta Valchiria, personaggio fondamentale per la buona riuscita dell’impresa che dovrà affrontare Thor. Un ruolo fondamentale è senza dubbio quello affidato alla premio Oscar Cate Blanchett, che veste i panni di Hela, la dea della morte.

Sicuramente come tutti i ruoli interpretati dalla pluripremiata attrice hollywoodiana non abbiamo nulla da ridire se non che poteva essere “sfruttata” meglio: anche se il film non doveva incentrarsi sulla storia di Hela ha comunque un ruolo fondamentale nella narrazione della pellicola e tutto sommato è risultato un po’ sprecato ridurre a pochi minuti la risoluzione del conflitto familiare tra i due figli di Odino.

Anticipazioni nei titoli di coda

Come tutti i film della Marvel non possono mancare le solite scene post-credits: nella prima troviamo un chiarissimo riferimento al prossimo capitolo degli Avengers “Infinity War”, che non lascia spazio all’immaginazione; Thanos riuscirà finalmente a raggiungere la terra.

Ma perché è così interessato alla navicella dove viaggia il popolo asgardiano dopo la distruzione del loro pianeta? La risposta è chiaramente Loki, che dopo il fallimento della prima missione nel primo capitolo degli Avengers, riesce ad impossessarsi del Tessaract, una delle Gemme dell’infinito che permetteranno a Thanos di indossare il “Guanto dell’Infinito”. La seconda scena, invece, è solamente pura commedia affidata a Jeff Goldblum, in cui troviamo il Granmaestro ormai in disgrazia dopo la rivolta del suo popolo.