Torino, “Autoritratto di Massimo d’Azeglio” in mostra alla Galleria d’arte moderna

GAM

Autoritratto o ritratto? Svelato il mistero dell’opera raffigurante d’Azeglio

La Galleria d’arte moderna di Torino, GAM, ha organizzato, dal 29 novembre 2017 al 18 febbraio 2018, una mostra interamente dedicata al dipinto “Autoritratto di Massimo d’Azeglio” che la Fondazione Guido ed Ettore De Fornaris ha acquistato nel 2016 per le collezioni della GAM.

L’esposizione, curata da Virginia Bertone, conservatore capo della GAM, è frutto di una lunga e complicata indagine che ha conseguito i risultati sperati: ricostruire la storia legata a questo particolare dipinto per cogliere i nessi col suo periodo storico ed artistico. È stato Alessandro Botta, dottorando in Storia dell’Arte Contemporanea presso l’Università di Udine, a coordinare e guidare la ricerca.

“Autoritratto di Massimo d’Azeglio”, al contrario di quello che può suggerire il nome, è una tela del periodo romantico attribuita a Giuseppe Molteni, artista milanese legato a Massimo d’Azeglio da una profonda amicizia.

L’obiettivo della mostra è quello di ripercorrere, attraverso venti capolavori della cultura figurativa romantica (dipinti, fotografie d’epoca, manoscritti e documenti originali), tutte le tappe fondamentali comprese tra il 1831 e il 1836, periodo segnato da una collaborazione commerciale ed artistica tra Molteni e d’Azeglio.

A seguito della permanenza a Roma, infatti, d’Azeglio, nel 1829, si trasferisce a Torino per poi stabilirsi definitivamente, due anni dopo, a Milano dove sposa Giulia, primogenita di Alessandro Manzoni.

È in questi anni che Massimo d’Azeglio si afferma come artista riscuotendo particolare successo all’esposizione di Belle Arti di Brera e realizza, in collaborazione con Molteni, diverse opere d’arte.

“Autoritratto di Massimo d’Azeglio” lo raffigura in età matura, alla soglia dei quarant’anni, come un affascinante intellettuale, veste insolita per i protagonisti dei dipinto dell’epoca.

Lo sfondo, che trascolora tra l’arancio e l’azzurro, pone l’attenzione sul talento d’Azeglio, un uomo dalle mille risorse capace di affermarsi in ambito politico, culturale ed artistico.