Tortura, l’ONU invita l’Italia a cambiare la legge

tortura

Le Nazioni Unite ritengono insufficiente la legge sulla tortura approvata alcuni mesi fa dall’Italia, e invitano il nostro paese a migliorarla

project adv

Il Comitato contro la Tortura, dell’Organizzazione delle Nazioni Unite, ha oggi ritenuto non conforme la legge sulla tortura approvata alcuni mesi fa dal Parlamento italiano. Pur accogliendo con favore l’introduzione della legge nell’ordinamento italiano, il comitato ha evidenziato tre punti in merito al quale la legge italiana dovrebbe essere migliorata.

Innanzi tutto, la normativa è “incompleta in quanto non menziona lo scopo dell’atto in questione“. La tortura, quindi, dovrebbe configurarsi come indirizzata a specifici scopi. Inoltre, il reato non include le specifiche relative all’autore, con un riferimento a pubblici ufficiali. In altre parole, è necessario prevedere fattispecie in cui la tortura sia praticata da pubbliche autorità per gli scopi da definire. Infine, la descrizione appare significativamente più ridotta di quella contenuta nella Convenzione e stabilisce una soglia più elevata per il reato“. Il rischio, quindi, è che molti casi di tortura non soddisfino la fattispecie giuridica italiana, rendendo la legge inidonea a perseguire questi casi specifici.

Per queste ragioni, il Comitato chiede all’Italia di “portare il contenuto dell’articolo 613-bis del Codice Penale in linea con l’articolo 1 della Convenzione, eliminando tutti gli elementi superflui e identificando l’autore e i fattori motivanti o le ragioni per l’uso della tortura“. È quindi necessaria eliminare le “discrepanze tra la definizione della Convenzione e quella incorporata nel diritto interno creano spazi reali o potenziali per l’impunità”. Ciò al fine di dotare il nostro ordinamento di una normativa in linea con gli standard ONU.

Vi è, inoltre, la raccomandazione di garantire che le denunce per tortura e/o maltrattamenti o uso eccessivo della forza vengano esaminate in modo imparziale. Fondamentale, inoltre, garantire i risarcimenti e le riparazioni a tutte le vittime di tortura. Si esprime inoltre apprezzamento per l’istituzione del Garante Nazionale dei detenuti e si invita il nostro paese a “continuare i suoi sforzi per migliorare le condizioni di detenzione e alleviare il sovraffollamento“. Si chiede inoltre di rivedere il regime speciale di detenzione (41 bis) e allinearlo agli standard internazionali sui diritti umani. Il Comitato elogia l’Italia per i piani d’azione contro la tratta e lo sfruttamento degli esseri umani e per combattere la violenza contro le donne, ma ribadisce la richiesta di procedere alla creazione di un’istituzione nazionale indipendente per i diritti umani.

Video del giorno