Tria verso il sacrificio degli 80 euro per salvare i conti pubblici

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Foto da mef.gov.it

Il ministro dell’Economia Giovanni Tria sembra essere orientato al sacrificio degli 80 euro per recuperare 14 miliardi e bloccare le clausole IVA

Mentre le compagini di Governo continuano la battaglia a distanza in vista delle Elezioni Europee, il ministro dell’Economia Giovanni Tria è al lavoro per trovare misure efficaci per risanare i conti pubblici.

Nella giornata di ieri lo stesso Tria ha paventato la possibilità di sacrificare gli 80 euro voluti dall’ex premier Matteo Renzi. L’obiettivo finale è rimandare ancora l’attivazione delle clausole di salvaguardia che comporterebbe l’aumento dell’IVA con forti ripercussioni soprattutto sui piccoli consumatori.

L’introduzione degli 80 euro da parte del Governo Renzi fu una decisione sbagliata e anche tecnicamente il provvedimento era fatto male tanto che anche il precedente Governo cercava di cambiarlo“. Con queste parole il Ministro ha annunciato che il bonus verrà eliminato a partire dal 2020.

Solo con il risparmio del bonus degli 80 euro, lo Stato Italiano conta di recuperare 10 miliardi di euro ai quali vanno aggiunti i risparmi che dall’anno prossimo porteranno reddito di cittadinanza e ‘quota 100‘. Il Ministero dell’Economia prevede infatti un calo fisiologico delle domande per accedere al sussidio e anche l’esaurimento delle richieste di pensionamento dei 62enni, per un risparmio aggiuntivo di 3-4 miliardi.

Questi 13-14 miliardi dovrebbero essere sufficienti, secondo fonti del Ministero, per evitare un nuovo scontro con la Commissione Europea, che a breve verrà rinnovata e con la quale bisognerà instaurare un rapporto più collaborativo rispetto alle condizioni attuali.