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L’Amministrazione Trump impone ancora nuove restrizioni a funzionari e ad aziende cinesi, finisce nella lista nera anche Xiaomi che registra un crollo dei titoli

A pochi giorni dalla fine del suo mandato Trump inasprisce ancora di più i toni con la Cina e impone nuove restrizioni ai colossi cinesi, tra cui anche Xiaomi l’azienda tra i maggiori produttori di smartphone al mondo. “Dalla mezzanotte del 12 novembre 2021 il possesso di tali titoli da parte di una persona statunitense è vietato”, si legge nell’ordine esecutivo.

L’amministrazione Trump consente qualsiasi transazione economica che riesca a cedere i titoli cinesi. Whashington infatti ritiene che i titoli delle multinazionali di Pechino abbiano legami con l’esercito cinese. Tra le aziende accusate di avere legami militari con l’esercito cinese vi sono Comac e Xiaomi Corp. Si tratta di un vero e proprio colpo basso per le aziende cinesi che vedono i valori dei loro titoli scendere sempre di più. Ad incassare il colpo più basso è probabilmente la stessa Xiaomi. Infatti le quotazioni del terzo produttore mondiale di smartphone del terzo trimestre del 2020 hanno aperto con un calo fino a -10,6% dopo la notizia.

L’ordine firmato oggi da Donald Trump modifica la precedente direttiva che si limitava a vietare agli investitori di acquistare titoli in queste società dopo l’11 novembre 2021. Ma i media statunitensi già nello scorso mese avevano anticipato che il Presidente uscente avrebbe introdotto diversi provvedimenti contro la Cina prima della fine del suo mandato presidenziale il 20 gennaio.

La Cina intanto accusa Trump di fare non poche pressioni su Pechino e il portavoce del ministro degli esteri cinese Zhao Lijian venerdì ha anticipato che il governo cinese si opporrà fermamente alle nuove sanzioni.