Turchia, notte di paura e terrore tra arresti ed esplosioni



Golpe fallito in Turchia

Notte di terrore in Turchia: esplosione a Diyarbakir, con 8 morti, social network bloccati e 12 arresti eccellenti. L’Unione Europea è preoccupata.

La Turchia, ancora una volta, nel caos. Una notte di morte, sangue, terrore e censura per il contraddittorio paese retto da Erdogan. Le ultime frastagliate e confuse notizie, infatti, parlano di tre gravissimi episodi: un blitz antiterrorismo contro i parlamentari del partito pro-curdo, un’autobomba a Diyarbakir e social media paralizzati.

Dodici le persone arrestate, tra le quali:  i copresidenti Selahattin Demirtas  e Figen Yuksekdag e diversi funzionari di alto livello. Contemporaneamente al blitz, è stato bloccato l’accesso ai principali social network, Facebook, Twitter e Youtube sono, infatti, inaccessibili dall’1.20 ora locale. Persino le applicazioni WhatsApp e Instagram hanno subito restrizioni. Probabilmente la scelta di bloccare i social è stata fatta per consentire che gli arresti avvenissero senza proteste.purghe

Successivamente agli arresti, la più grande città turca a prevalenza turca, Diyarbakir, è stata sconvolta da un’esplosione. Le prime convulse voci hanno parlato dell’azione di un’autobomba che sarebbe esplosa nei pressi di un edificio della polizia; il bilancio, secondo la Cnn Turk, sarebbe di otto morti, di cui sei civili, e di una  trentina di feriti, ma, come avviene sovente in questi casi, l’autorità radiotelevisiva ha imposto la censura sulla notizia.

Le notizie provenienti dalla Turchia hanno avuto ovviamente eco e risonanza in tutta Europa. Attraverso la sua pagina Twitter, l’alto rappresentante per la politica estera e la politica di sicurezza, Federica Mogherini, ha dichiatato che l’Unione Europea è: “estremamente preoccupata” ed ha continuato: “Siamo in contatto con le autorità”. La Mogherini ha concluso spiegando di aver convocato un vertice degli ambasciatori dell’Ue ad Ankara.

Anche il ministro degli Esteri, Paolo Gentiloni, ha commentato i fatti verificatisi in Turchia, scegliendo, come la Mogherini, di utilizzare Twitter. Il ministro ha scritto: “Preoccupato per l’arresto stanotte di Demirtas e altri deputati Hdp in Turchia. L’Italia chiede il rispetto dei diritti dell’opposizione parlamentare”.

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