Guerra Fredda

Mike Pompeo ha annunciato il ritiro degli USA dal trattato nucleare con la Russia. La nuova Guerra Fredda potrebbe essere alle porte

Era il 1987, quando URSS e Stati Uniti siglarono il cosiddetto “INF“, accordo che aboliva l’utilizzo di missili terrestri di portata fra 500 e 5.500 chilometri. Era il principio della fine di un incubo durato per quasi un intero secolo, ovvero quello della Guerra Fredda. A distanza di più di 30 anni, quell’incubo minaccia seriamente di tornare.

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Il segretario di Stato americano, Mike Pompeo, ha infatti annunciato che gli USA sospenderanno la loro partecipazione al trattato nucleare. L’accordo era incentrato sulla sospensione dell’uso di armi nucleari di portata intermedia, ed era al centro della sicurezza dell’Europa proprio dai tempi della Guerra Fredda.

USA ed Europa accusano Mosca di violare il patto dal 2014. Dal canto suo, la Russia smentisce le accuse definendole senza fondamento e accusa a sua volta Washington. Un ping-pong già visto e rivisto, che non presagisce nulla di buono per il prosieguo dei trattati politici tra queste due superpotenze.

L’annuncio di Pompeo giunge poco prima dello scadere dell’ultimatum, fissato proprio per domani. Dopo l’annuncio di ritiro, gli USA avranno 180 giorni per completarlo, a meno che la Russia non ritorni ad applicare appieno l’accordo del 1987.

La prospettiva di uno scioglimento dell’INF è uno dei fattori che hanno influito sulla decisione del 24 Gennaio, da parte della rivista Bulletin of Atomic Scientists di mantenere il suo “orologio dell’apocalisse“, o “Doomsday Clock“, a soli due minuti dalla mezzanotte. Dunque, siamo ad un passo, vicinissimi, ad un nuovo tragico capitolo della storia dell’umanità.

E, proprio in questo parapiglia gigantesco, si insinua nuovamente un dubbio atroce, che dovrebbe far riflettere tutti gli italiani concentrati sull’immigrazione e su altri futili problemi. Il Governo italiano da che parte si collocherà? Sosterrà la NATO e il Patto Atlantico con gli USA, o la fede sovranista dettata dalla Russia?

Il mondo (e l’Italia) divisa a metà

Proprio questo è un altro degli ennesimi problemi che affliggono l’Italia. Se riportassimo i calendari indietro di settant’anni, non vi sarebbero dubbi: l’Italia sceglierebbe la NATO, gli USA, coloro che li hanno liberati da una feroce dittatura durata vent’anni. Ma ora, con un Governo democratico che ha due pensieri completamente opposti in campo internazionale, cosa si farà?

Spieghiamo meglio. Il Movimento 5 Stelle rappresenta la DC del nuovo millennio, colei che ha dichiarato che non c’è bisogno né di uscire dall’UE, né di interrompere il Patto Atlantico siglato nel dopoguerra. Una posizione oltremodo conservatrice, che mira a mantenere la “pace” che finora si era instaurata in Europa, in regime di perfetto equilibrio tra la NATO e la SCO.

Per quest’ultima, invece, parteggia proprio la Lega di Matteo Salvini, che non ha mai nascosto il suo impeto sovranista e la sua politica che ammicca verso l’Est Europa. Con lei, naturalmente, vi sono tutti gli stati dell’Est Europa, le destre sovraniste che hanno preso l’egemonia dell’Europa orientale e che fanno tutte capo ad un solo polo: Vladimir Putin.

Se finora l’alleanza aveva vacillato sul territorio nazionale, questo strappo potrebbe rappresentare il definitivo crollo dell’intero castello “gialloverde”. La nuova Guerra Fredda che si sta per profilare raccoglierà degli strascichi profondi, e separerà definitivamente quella che finora non è stata altro che un’alleanza per convenienza. Dunque, non ci sarà nemmeno bisogno di aspettare le prossime Elezioni Europee (di cui non si capisce ancora la collocazione effettiva del Movimento).

Il futuro, e la Guerra Fredda, è nuovamente alle porte. E questa volta, l’Italia con chi sceglierà di stare? Con la Russia sovranista di Putin o con gli Stati Uniti nazionalistici di Donald Trump? La scelta si preannuncia tra le più difficili che hanno caratterizzato la politica del nuovo millennio.

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