USA, dopo Orlando è rivolta tra i democratici



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USA, rivolta al congresso. Sit in dopo la strage di Orlando

USA – Dopo la strage di Orlando i democratici della Camera chiedono forme più restrittive per quanto riguarda la vendita di armi. Tutte le loro proposte, però, ad oggi, sono state respinte. Per questo sono state adottate forme di protesta più radicali e soprattutto inusuali e la camera dei rappresentanti è stata occupata.

Dalla serata del 22 giugno, infatti, i lavori sono bloccati. La richiesta delle norme andrà avanti fino al 4 luglio, giornata dell’Independence Day, ma anche giornata di inizio delle vacanze per il congresso.

Anche il Senato si era attivato nei giorni scorsi presentando progetti di riforma e disegni di legge senza però riuscirci. Una delle proposte prevedeva il divieto di vendita di armi agli appartenenti alla lista “no fly”, ai quali è vietato salire sugli aerei perché sospettati terroristi, ma che ancora hanno la possibilità di acquisto. Un’altra proposta avrebbe introdotto dei controlli automatici sui precedenti penali degli acquirenti.

Obama sostiene la rivolta. Il New York Times descrive una situazione caotica assolutamente inusuale per gli USA, ma soltanto il tempo darà delle risposte.

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