Trump
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C’è un problema di fondo, da parte di Donald Trump, che lo legano ancora alla presidenza. E l’ex presidente minaccia ancora

Quando un presidente è disperato e non ha più una bussola morale da percorrere (se mai l’ha avuta), comincia a fare di tutto pur di legarsi indissolubilmente alla propria poltrona. Anche inventare nefandezze di ogni tipo su qualcosa che, a conti fatti, ha certificato la propria sconfitta. Stiamo parlando di Donald Trump, che a distanza di mesi dal risultato delle elezioni che lo ha voluto non confermato, non molla e si rilancia. Il problema è che questo rilancio avviene tramite un metodo meschino: le minacce.

I ballottaggi in Georgia ancora non si sono tenuti (si terranno proprio oggi), ma già Donald Trump ha messo le mani avanti in un modo insostenibile e poco pulito. Ormai le sue invettive sono da ritenere quasi come quelle di un pazzo scatenato, che non riesce a farsene una ragione e così rischia solamente di aumentare la tensione in modo insostenibile. Il profilo che ne deriva è quello di un uomo praticamente disperato, che non ha altri metodi per far valere le proprie ragioni se non quello di gridare al complotto e osteggiare la vera riuscita delle elezioni.

L’ormai ex presidente si ostina a usare espressioni come “difendere la patria“, “combattere come dannati” e via dicendo. La verità è che non ha ancora capito che il gioco è praticamente deciso, e gli americani stessi sono stufi di queste invettive di palazzo che contribuiscono solamente a peggiorare la situazione in un Paese già disastrato, per via del COVID. Il repubblicano dovrebbe lasciar posto a chi, effettivamente, ha vinto le elezioni. E fare, per una volta, il bene degli USA.

L’America o la poltrona?

Assolutamente. Proprio questo è il vero dilemma che affligge gli americani e anche chi, da fuori, sta assistendo alla situazione. Donald Trump formula accuse solamente per poter mantenere la propria posizione di privilegio e continuare a fare ciò che gli pare. Una posizione che, a dir la verità, finora gli ha fornito parecchi favori, soprattutto in campo industriale e imprenditoriale, ovvero quello che occupa il presidente degli Stati Uniti. Lo stesso presidente che, ora, invoca l’Apocalisse pur di conservare quell’ambita poltrona che, con tanto mestiere alle elezioni, gli è stata “scippata” da Joe Biden. Le accuse formulate riguardano la condizione sanitaria (e già questo, di per sé, suscita fragorose risate) e la libertà religiosa.

La sanità, in America, ha avuto un risvolto più pulito e accessibile a tutti grazie all’Obamacare e alle sue misure che favoriscono la pubblicità. Peccato, solo, che lo stesso Trump ha avuto la capacità di operare una serie di misure (fortunatamente stoppate in Parlamento) che rischiavano di far collassare in pieno il sistema. Da qui, il problema fondamentale che lui stesso ha sollevato diventa una specie di barzelletta. Una barzelletta che dovrebbe anche far ridere, ma suscita solamente sdegno e disapprovazione. La verità è che con la volontà di non concedere la Casa Bianca ai dem, Donald si è svelato per ciò che è: un chiassoso e lamentoso viziato.

Fosse solo questo il problema, l’America si sarebbe liberata di un peso enorme. Il problema è che quel peso ha sulla coscienza migliaia di vite a causa del Coronavirus. E gli effetti della sua disastrosa gestione si sentono ancora oggi, a distanza di mesi. God Bless (and save) America.