Alla Juventus non serve Sergio Aguero

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Sergio Aguero è sulla lista di molti dirigenti e l’acquisto a zero stuzzica i club. La Juventus per (ri)crescere non deve peccare di gola

Tutti in questi periodo delicato accetterebbero un regalo, ma il pacco che contiene Sergio Aguero non deve scartarlo la Juventus. L’argentino ha scritto la storia del Manchester City e parliamo al passato per un motivo ben preciso, non ha più inchiostro per riempire altre pagine del club inglese. Il talento lo accompagnerà fino alla fine della sua carriera, ma il corpo chiama già i titoli di coda.

La stagione con il City non è mai iniziata, ormai non è una priorità, Guardiola ha già risolto il rebus per sostituirlo. Prima l’infortunio, poi il Coronavirus e intanto i Citizen hanno svoltato in positivo. La contemporanea assenza del Kun e di Gabriel Jesus ha permesso al tecnico spagnolo di “creare una squadra”. Un’opera d’arte in movimento su un campo da calcio, con un nuovo Cancelo e un Gundogan goleador.

La Juventus ha iniziato un percorso di crescita per ritrovare gli stimoli necessari per stare con le migliori. Tanti giovani all’interno di una rosa che deve ritrovare il carattere vincente. De Ligt e Demiral compongono già la coppia difensiva del futuro, con un occhio di riguardo al mercato, perché i difensori forti sono dietro l’angolo. La necessità di vincere e la pazienza di (ri)crescere, un ossimoro pensando alla Juventus. Ora però è necessario cambiare cultura, e non cadere nella trappola del “campionismo”.

Non vincere oggi, per cercare di costruire un progetto vincente domani. Questo è il diktat che sembra voler seguire Agnelli, ovviamente con dei paletti ben precisi: qualificarsi alla Champions League, superare i gironi e cercare di lottare per il campionato. Dopo nove anni sul trono possono salire anche altri candidati, ma fondamentale è restare sul tappeto rosso e non uscire dalla porta nella casa delle migliori.

L’acquisto a parametro zero di Aguero andrebbe proprio in quella direzione, la perdita della pazienza e il cercare di rivincere ad ogni costo.

Far sbagliare un giovane è la cosa più giusta che ci sia. Chiedetelo pure a Kulusevski, che è già diventato un acquisto flop per una stagione vissuta tra alti e bassi. La dirigenza bianconera deve mettersi la maschera e non rispecchiarsi nelle polemiche da bar, coccolando il talento e non bastonandolo al primo errore. L’educazione conta anche nello sport. Sembra di rivivere la storia tra De Bruyne-Mourinho. Il belga fu messo alla porta dal portoghese: “Con me sarai la riserva della riserva”. Ora è il centrocampista più forte al mondo e forse ogni tanto lo Special One ci ripensa. Kulusevski forse non raggiungerà mai quel livello, ma la similitudine è chiara.

Perso Haaland per mancanza di fiducia, ora la Juventus deve cambiare rotta e continuare a regalare “diamanti verdi” al suo allenatore. Magari grezzi, ma con un valore inestimabile. La Vecchia Signora è rinata con l’esperienza dei veterani, dai piedi di Pirlo e dai tackle di Chiellini, per poi consacrarsi con l’estro di Pogba. Ora è giunto il momento di ripercorrere le stesse tappe, ma con un vantaggio, che non serve crescere, ma (ri)crescere.

La Juventus deve ritrovare il fanciullino, quello spirito sensibile che consiste nella capacità di meravigliarsi delle piccole cose. Sicuramente non sarà Aguero.

Antonio Salomone
Antonio Salomone, giovane ragazzo del 1997 che cerca di fare della sua passione un lavoro. Amante di tutto ciò che rotola, aspirante giornalista sportivo. Laureato in Scienze della Comunicazione.

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Updated on 27 July 2021 - 02:57 02:57