Manchester City

Piacere, sono Guardiola e continuo ad aggiornare il mondo del calcio. Il nuovo ruolo di Cancelo e l’estro di Foden, come il Manchester City sta svoltando la stagione

A volte basta una scintilla per cambiare una stagione, un colpo di genio, la sana follia: gli ingredienti che nutrono la mente di Pep Guardiola. Il Manchester City parte a rilento, senza carburante e con molta strada da percorrere. 15 dicembre 2020, i Citizen si fermano contro un modesto West Bromwich, a casa propria. Qualcosa non va, ma con la netta sensazione che il vento sarebbe cambiato da un momento all’altro.

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Guardiola non ci sta, le squadre sono tutte compatte, il Liverpool non decolla e le possibilità di vincere la Premier League sono alla portata. Cosa serve per cambiare una vita monotona? Andare fuori dagli schemi. Proprio così, fuori da qualsiasi senso logico.

Cancelo 2.0, non un semplice terzino

“Non sa difendere” – abbiamo sentito tante volte questa banalità senza mai andare nel profondo. Come se il primo pensiero fosse concedersi all’avversario. Guardiola lo mette in condizione di uscire dall’ordinario e difendere costruendo. Il Manchester City gioca con un modulo ibrido, simile alla Juventus di Pirlo (nella idea, non interpretazione), ma con un livello di difficoltà ancora più elevato. 4-3-3 in fase di non possesso, nulla di strano. Ma il bello viene quando la palla passa a chi ha la casacca celeste. 3-3-1-3 o 3-2-3-2 o 3-2-4-1, non stiamo dando i numeri.

Il ruolo di Cancelo è determinante, in fase di possesso stringe sulla linea di centrocampo a fianco di Rodri favorendo un primo possesso con un 3+2 oppure svolge il ruolo di mezz’ala quando entra dentro il campo anche Bernardo Silva. Il portoghese lascia così la fascia all’esterno di ruolo. Un modulo che potrebbe far storcere il naso e portare i vecchi amanti del calcio datato ad esprimere la solita frase: “Chissà quanti ne prendono”. 14, solo quattordici gol subiti, la miglior difesa, grazie ad un Ruben Dias in grande spolvero.

Quattordici anche le vittorie consecutive ottenute da Guardiola, ora a più cinque sui rivali del Manchester United con ancora una partita da giocare.

Senza attaccanti ci pensa Gundogan

Zero reti nella prima parte di stagione, nove gol nelle ultime undici gare. Da quando Guardiola ha cambiato, anche Gundogan ne ha approfittato. Il centrocampista si sta sostituendo perfettamente all’assenza di Aguero (fuori per il Covid e non in ottime condizioni) e Gabriel Jesus. Il tedesco si sa inserire e lo fa con i tempi giusti. Una serie di rotazioni perfette, che lo portano a giocare sulla linea dell’attaccante, lasciando i compiti di impostazione a Rodri, De Bruyne o Bernardo Silva e Cancelo. Una serie di meccanismi difficili da pensare, anche per i giocatori. Ora sono riusciti a collaudarli, proprio come quando un ragazzo di 18 anni inizia a guidare per la prima volta la macchina.

Foden il prescelto, il sorriso del Manchester City

Non lo venderei neanche per 500 milioni – Guardiola ha sentenziato. Uno dei migliori talenti in circolazione. Diamantismo allo stato puro. Ha venti anni ed è già un leader, gioca dove vuole. Da esterno, da falso nueve, in base alle indicazioni del suo allenatore e all’avversario che ha di fronte. Un sinistro micidiale e tanto talento per l’Inghilterra, che si candida ad un ruolo da protagonista per il mondiale.

Piacere, sono Guardiola, non smetto mai di insegnare.

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